Contrattazione collettiva e criteri di interpretazione delle clausole pattizie


In tema di interpretazione del contratto collettivo di diritto comune, il criterio letterale, pur costituendo sempre il punto di partenza per una corretta esegesi di ogni clausola pattizia, è contemperato da quello logico-sistematico, che assume rilievo in ragione delle particolari caratteristiche connotanti la contrattazione collettiva. A questo, poi, si aggiunga che deve essere sempre preferita una interpretazione delle clausole del contratto che consenta a queste di sortire effetto.

Il caso giudiziario nasce dal trasferimento di sede di un lavoratore, per il quale il datore di lavoro non aveva provveduto a comunicare per iscritto i motivi di tale spostamento, sicché la Corte di appello, al pari del Tribunale in primo grado, avevano ritenuto che non fosse stato rispettato l’obbligo prescritto dalla norma di contrattazione collettiva, a pena di nullità del trasferimento. Traendo infatti spunto dalla giurisprudenza di legittimità in tema di dimissioni, la Corte ha ritenuto che la prescrizione di una forma scritta debba essere intesa come richiesta per la validità stessa del trasferimento.
Ricorre così in Cassazione il datore di lavoro, contestando che la Corte di appello, nella sua ricostruzione, avrebbe omesso la dovuta ed accurata indagine sulla volontà delle parti stipulanti il contratto collettivo di lavoro. Sostiene infatti che, pur prevista la forma scritta per il trasferimento, nulla nel contratto era stato convenuto quanto alle modalità di comunicazione ed alle sanzioni conseguenti al suo mancato rispetto.
Per la Suprema Corte il ricorso è infondato. L’articolo del contratto collettivo di settore, applicabile al caso concreto, dispone che “il trasferimento deve essere comunicato per iscritto, indicando le motivazioni per le quali è disposto”. La norma, dunque, dispone con chiarezza che il provvedimento di modifica definitiva della sede di servizio del lavoratore, comprensivo delle ragioni organizzative che ne hanno determinato l’adozione, deve essere comunicato in forma scritta. Si tratta, all’evidenza, di previsione posta a tutela del lavoratore il quale deve essere posto in condizione di essere edotto delle ragioni organizzative per cui il suo rapporto di lavoro viene modificato. La norma collettiva, tuttavia, non prevede alcuna sanzione per il caso di sua inosservanza. Ciò nonostante, in tema di interpretazione del contratto collettivo di diritto comune, l’orientamento di legittimità è quello per cui il criterio letterale, pur costituendo sempre il punto di partenza per una corretta esegesi di ogni clausola pattizia, è contemperato da quello logico-sistematico che assume rilievo in ragione delle particolari caratteristiche connotanti la contrattazione collettiva. A questo, poi, si aggiunga che deve essere sempre preferita una interpretazione delle clausole del contratto che consenta a queste di sortire effetto.