Nuovi preavvisi di DURC interno negativo

Le note di rettifica relative al Durc negativo, per i mesi da dicembre 2013 a maggio 2014, sono state rinviate al 15 ottobre 2014.

Nello specifico, precedentemente, era stato previsto che le note di rettifica ancora da notificare sarebbero state spedite il 15 settembre 2014. Tuttavia, in considerazione del recente rilascio della nuova funzionalità “Gestione Variazioni” – all’interno della procedura “Gestione Contributiva” – che consente alle Sedi di ottimizzare la gestione di una serie di note di rettifica, l’Inps comunica che la data di notifica è rinviata al 15 ottobre 2014. In vista del nuovo termine, le sedi sono invitate a intensificare l’attività di gestione delle note per individuare e definire i casi in cui gli addebiti contributivi contenuti nelle rettifiche debbano essere modificati o azzerati.
In data 15 ottobre verranno notificate anche le note di rettifica recanti gli addebiti con la causale “art. 1, comma 1175, della legge 296 del 2006”; si tratta delle note di rettifica emesse per mancato riconoscimento dei benefici contributivi conseguenti alla formazione del Durc interno negativo; in considerazione della circostanza che il preavviso di Durc interno negativo (poi consolidatosi in Durc negativo) ha riguardato i benefici di competenza fino a maggio 2014, non verranno notificate – anche se presenti all’interno del Cassetto previdenziale aziende – eventuali note di rettifica “art. 1 …” relative a mesi successivi a maggio 2014.

Con riferimento agli addebiti contributivi per il mancato rinnovo dei benefici della piccola mobilità, invece, la data di spedizione delle note di rettifica recanti tali addebiti è rinviata alla terza decade di novembre 2014.

Chiarimenti Inps sulle domande ASpI in sostituzione di precedenti domande mini-ASpI

Qualora l’assicurato abbia presentato domanda di indennità mini ASpI e successivamente si sia accorto di possedere i requisiti per l’indennità ASpI, può ottenere il riconoscimento di tale indennità solo se presenta la domanda nei termini previsti dalla legge di due mesi e otto giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.

Nella suddetta ipotesi, la nuova prestazione ASpI richiesta ed accolta decorre dal giorno successivo alla data di presentazione della domanda.
L’importo già erogato a titolo di indennità mini-ASpI verrà portato in detrazione a carico della nuova prestazione ASpI.

Non è invece possibile riconoscere al lavoratore – che aveva già presentato domanda di indennità mini-ASpI – la indennità ASpI qualora la relativa domanda sia stata presentata dopo il termine legislativamente previsto di due mesi e otto giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.

Cassa integrazione guadagni e mobilità in deroga, istruzioni ministeriali

Si forniscono istruzioni sui criteri per la concessione dei trattamenti di integrazione salariale e mobilità in deroga alla normativa vigente (D.M. n. 83473 del 1° agosto 2014).

CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI IN DEROGA

Possono accedere al trattamento di integrazione salariale in deroga i lavoratori subordinati, con qualifica di operai, impiegati e quadri, compresi gli apprendisti e i lavoratori somministrati, subordinatamente al conseguimento di una anzianità lavorativa presso l’impresa di almeno 12 mesi alla data d’inizio del periodo d’intervento.
Relativamente all’anno 2014, le prestazioni possano essere concesse ai lavoratori subordinati che siano in possesso di un’anzianità lavorativa presso l’impresa di almeno 8 mesi (anziché 12) alla data di inizio del periodo di intervento di cassa integrazione guadagni in deroga.
Tale trattamento può essere richiesto solo dai soggetti giuridici qualificati come imprese.
Il trattamento può essere erogato ai lavoratori che siano sospesi dal lavoro o effettuino prestazioni di lavoro a orario ridotto per contrazione o sospensione dell’attività produttiva:
– situazioni aziendali dovute ad eventi transitori e non imputabili al l’imprenditore o ai lavoratori;
– situazioni aziendali determinate da situazioni temporanee di mercato;
– crisi aziendali;
– ristrutturazione o riorganizzazione.
Il trattamento non può essere in nessun caso concesso per la causale di cessazione dell’attività dell’impresa o di parte della stessa.

La domande di accesso al trattamento di integrazione salariale in deroga deve essere presentata dall’azienda in via telematica all’Inps e alla Regione entro il termine di 20 giorni dalla data in cui ha avuto inizio la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro. In caso di presentazione tardiva della domanda, è prevista la decurtazione del trattamento, in quanto il trattamento di CIG in deroga, in caso di decorso del termine di decadenza di cui sopra, sarà concesso dall’inizio della settimana anteriore alla data di presentazione della domanda.
Nelle more del rilascio della procedura telematica da parte dell’Istituto di previdenza, per la presentazione della domanda da parte delle aziende, fermo restando il termine di presentazione dell’istanza, si considerano validamente presentate le istanze trasmesse secondo le procedure e le modalità disciplinate da ciascuna Regione e P.A.

MOBILITÀ IN DEROGA

Possono accedere ai trattamenti di mobilità in deroga, anche per l’anno 2014, i lavoratori che abbiano i requisiti dì anzianità aziendale richiesti (art. 16, co. 1, L. 23 luglio 1991, n. 223).
La concessione dei suddetti trattamenti è subordinata al presupposto che per i lavoratori interessati non sussistano le condizioni di accesso ad ogni altra prestazione a sostegno del reddito connessa alla cessazione del rapporto di lavoro prevista dalla normativa vigente. In mancanza dei requisiti previsti (art. 2 della L. n. 92/2012), ai fini del riconoscimento dell’indennità ASpI, al lavoratore che sia comunque in possesso del requisito contributivo è liquidato il trattamento di Mini ASpI. In tale ipotesi, quindi, è da escludersi l’accesso ai trattamenti di mobilità in deroga.
Le istanze di mobilità in deroga vanno presentate dai lavoratori interessati all’Inps, a pena di decadenza, entro il termine di 60 giorni dalla data di licenziamento o dalla data di scadenza del periodo di prestazione precedentemente fruito o, se successiva, dalla data in cui è stato emesso il provvedimento di concessione della prestazione da parte della Regione o P.A. ovvero dalla data del decreto interministeriale (n. 83473/2014), nel caso di imprese plurilocalizzate.

Lavoratrici residenti in aree svantaggiate, dal 1° luglio assunzioni senza incentivo

Per le assunzioni operate a decorrere dal 1° luglio 2014, non è possibile riconoscere i benefici previsti nel caso di lavoratrici residenti in “aree svantaggiate”.

Come noto, tra le innumerevoli novità, la Riforma Fornero ha anche previsto incentivi per le assunzioni effettuate a decorrere dal 1° gennaio 2013, con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, di donne di qualsiasi età residenti nelle cd. aree svantaggiate, prive di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, oppure ovunque residenti ma prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno ventiquattro mesi. Con successivi provvedimenti di prassi, poi, l’Inps ha ulteriormente illustrato il beneficio e fornito importanti precisazioni. In particolare, l’Istituto ha chiarito che l’incentivo in parola spetta, altresì, per:
– proroghe del rapporto a termine;
– trasformazioni a tempo indeterminato di precedente rapporto agevolato a termine;
– assunzioni a tempo indeterminato;
– assunzioni a scopo di somministrazione;
– rapporti di lavoro subordinato instaurati in attuazione del vincolo associativo stretto con una cooperativa di lavoro.
In secondo luogo, l’Inps ha specificato i requisiti delle lavoratrici per le quali è possibile fruire del beneficio, tra cui le donne di qualsiasi età anagrafica prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, residenti in Regioni ammissibili ai finanziamenti nell’ambito dei fondi strutturali europei della UE, come stabilito nella Carta degli aiuti a finalità regionale approvata per il nostro Paese. Orbene, proprio in riferimento a tale ultimo aspetto, l’Inps evidenzia che la Carta degli aiuti a finalità regionale approvata per il nostro Paese, ha validità sino al 30 giugno 2014, sicchè non essendo intervenuto il rinnovo della Carta, a decorrere dal 1° luglio 2014 non è possibile riconoscere i benefici previsti per l’assunzione di tale categoria di lavoratrici.
Rimane comunque ferma la possibilità di effettuare assunzioni agevolate per le ulteriori categorie agevolate previste dalla normativa:
– donne di qualsiasi età anagrafica prive di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, in relazione ad una professione o un settore economico caratterizzati da un tasso di disparità uomo-donna che supera almeno del 25% la disparità media uomo-donna e individuati con apposito decreto ministeriale;
– donne di qualsiasi età prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno ventiquattro mesi, ovunque residenti.

INPGI: nuovi minimi per i giornalisti dall’1/7/2014 e nuovi contributi previdenziali

L’INPGI con circolare n. 3 del 24/7/2014, a seguito del rinnovo del CCNL Lavoro giornalistico FIEG-FNSI per il triennio 2014-2016, ha aggiornato i minimi retributivi su cui quantificare la contribuzione previdenziale.

L’accordo di rinnovo del contratto nazionale di lavoro giornalistico, firmato il 24/6/2014, ha previsto a titolo di miglioramento economico, la corresponsione di un Elemento distinto della Retribuzione (E.D.R.), che decorre dall’1/7/2014, e che non produrrà alcun riflesso su tutti gli istituti contrattuali e di legge, ad eccezione del T.F.R.. La seconda tranche di tale beneficio retributivo, decorre dall’1/5/2015. Pertanto sono stati aggiornati i minimi retributivi contrattuali su cui quantificare la contribuzione previdenziale.

 

Dal mese di luglio 2014

 

QualificaTabellareContingenzaE.D.R.TOTALE
Direttore e Vice-direttore2.668,26613,23 60,003.341,49
Capo Redattore2.668,26593,0160,003.321,27
Vice Capo Redattore2.483,63586,2760,003.129,90
Capo Servizio – Redattore Senior2.379,51581,8960,003.021,40
Vice Capo Servizio /Redattore Esperto2.242,90576,6760,002.879,57
Redattore (oltre 30 mesi anzianità professionale)2.122,84571,8760,002.754,71
Cineoperatori2.122,84571,8760,002.754,71
Redattore (meno 30 mesi anzianità professionale)1.551,61555,8845,002.152,49
Praticante dopo 12 mesi servizio1.244,38543,7830,001.818,16
Praticante meno 12 mesi servizio763,80531,6930,001.325,49
Pubblicista Redazioni Decentrate 1.293,21—-30,001.323,21

 

Dal mese di maggio 2015

 

QualificaTabellareContingenzaE.D.R.TOTALE
Direttore e Vice-direttore2.668,26613,23120,003.401,49
Capo Redattore2.668,26593,01120,003.381,27
Vice Capo Redattore2.483,63586,27120,003.189,90
Capo Servizio – Redattore Senior2.379,51581,89120,003.081,40
Vice Capo Servizio /Redattore Esperto2.242,90576,67120,002.939,57
Redattore (oltre 30 mesi anzianità professionale)2.122,84571,87120,002.814,71
Cineoperatori2.122,84571,87120,002.814,71
Redattore (meno 30 mesi anzianità professionale)1.551,61555,8890,002.197,49
Praticante dopo 12 mesi servizio1.244,38543,7860,001.848,16
Praticante meno 12 mesi servizio763,80531,6960,001.355,49
Pubblicista Redazioni Decentrate 1.293,21—-60,001.353,21

 

Per quanto riguarda la contribuzione per la qualifica di “Collaboratore o Corrispondente, anche se l’accordo di rinnovo contrattuale ha previsto l’attribuzione dell’EDR di 15,00 euro, i minimali retributivi su cui determinare la contribuzione risultano ancora determinati ai sensi dell’art. 7 del D.L. n. 463/83, convertito con modificazioni in legge n. 638/83 e cioè:

– dall’1/1/2014 in Euro 47,58 giornaliere, pari ad Euro 1.237,08 mensili).

Estensione della Cigs ai partiti politici

Profili di carattere contributivo che discendono dal recente provvedimento legislativo di estensione della Cigs ai partiti politici e istruzioni operative per l’assolvimento della relativa contribuzione.

Il recente provvedimento legislativo recante norme per l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti e disposizioni per la trasparenza e democraticità dei partiti, nonché per la contribuzione volontaria ed indiretta in loro favore, ha disposto l’estensione a partiti e movimenti politici del trattamento straordinario di integrazione salariale e della disciplina in materia di contratti di solidarietà, con decorrenza dal 1° gennaio 2014. Destinatari della tutela sono i partiti politici, intesi come:
– partiti, movimenti e gruppi politici organizzati, che abbiano presentato candidati sotto il proprio simbolo alle elezioni per il rinnovo di Senato, Camera dei deputati, Parlamento europeo, Consiglio regionale o delle province autonome;
– partiti e movimenti politici cui facciano riferimento gruppi parlamentari regolarmente costituiti in entrambe le Camere, ovvero che abbiano depositato congiuntamente il contrassegno di lista e partecipato in forma aggregata ad una competizione elettorale mediante la presentazione di una lista comune di candidati in occasione del rinnovo dei suddetti organi.
I partiti, come sopra individuati, debbono essere iscritti all’apposito Registro tenuto dalla Commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti politici. L’accesso agli interventi di integrazione salariale straordinaria è infatti condizionato all’iscrizione ed al mantenimento di tale iscrizione nell’apposito Registro. Tuttavia, nelle more della scadenza del termine di iscrizione, fissato al 28 dicembre 2014, i partiti politici già costituiti alla data del 28 dicembre 2013, possono, comunque, accedere agli ammortizzatori sociali.
Ovviamente, i relativi obblighi contributivi sono adeguati di conseguenza; sicché, a decorrere dal 1° gennaio 2014, a prescindere dal numero dei dipendenti occupati, tali soggetti sono tenuti al versamento di un contributo ordinario mensile da parte dei dato in misura pari allo 0,90% della retribuzione imponibile, di cui 0,30% a carico dei lavoratori. Il contributo è dovuto per operai, intermedi, impiegati e quadri. anche se con contratto a tempo determinato e/o part-time, mentre è escluso per dirigenti, apprendisti e lavoratori a domicilio.
Parimenti, con riferimento al contributo addizionale, i partiti politici che si avvalgono degli interventi di Cigs sono anch’essi tenuti al versamento sulla base della media dei lavoratori occupati nell’anno precedente. In particolare, per le aziende fino a 50 dipendenti, il contributo è pari al 3% dell’integrazione salariale corrisposta, mentre per quelle con più di 50 dipendenti è pari al 4,5%; decorsi 24 mesi dalla data di decorrenza del trattamento, il contributo raddoppia, diventando del 6% ovvero del 9%. Nei casi di integrazioni salariali straordinarie autorizzate nell’ambito di un contratto di solidarietà difensivo, il contributo addizionale non è dovuto.

Ancora difficoltà per il nuovo sistema di gestione del Durc interno

L’annullamento delle PEC con preavviso di Durc interno negativo per la competenza di giugno 2014.

A seguito del restyling subito dalla procedura di gestione del Durc interno, l’Inps ha emanato una serie di provvedimenti con i quali, tra l’altro, illustrava la calendarizzazione dell’invio dei preavvisi di Durc interno negativo nel caso le Sedi avessero riscontrato irregolarità, anche pregresse rispetto all’entrata a regime delle nuove modalità di gestione del procedimento, per le quali però fosse sospeso l’invio delle relative note di rettifica con “addebito ex articolo 1, comma 1175, della legge 27 dicembre 2006, n. 296”.
In particolare, l’Istituto aveva previsto che:
– le note di rettifiche relative alle denunce contributive con periodo di competenza fino a marzo 2013 fossero spedite il 15 maggio 2014;
– le note relative alle denunce contributive con periodo di competenza aprile – luglio 2013, invece, dovevano essere spedite il 16 giugno 2014;
– infine, quelle relative alle denunce contributive per i periodi di competenza agosto 2013 – maggio 2014, in data 15 settembre 2014.
Successivamente, era stato comunicato che, in considerazione delle difficoltà riscontrate in fase di avvio del sistema, le note di rettifica già calcolate per il 15 maggio sarebbero state ricalcolate al 15 giugno 2014 e spedite alle aziende insieme a quelle programmate per l’invio alla medesima data del 15 giugno.
Orbene, registrando ancora difficoltà al riguardo, l’Inps rende ora noto che gli inviti a regolarizzare la posizione dell’azienda per fruire dei benefici nel mese di giugno 2014 sono stati spediti prima del completamento di tutte le elaborazioni preliminari alla definizione della posizione aziendale. Pertanto, tutte le PEC inviate con una richiesta di regolarizzazione per ottenere il riconoscimento dei benefici nel mese di giugno 2014, aventi come oggetto giugno 2014 e pregressi, vanno annullate. Altresì, l’Istituto fa presente che, in considerazione della ristrettezza e della perentorietà dei termini per regolarizzare, nelle forme previste dalla legge, la posizione aziendale, gli inviti a regolarizzare non saranno emessi nei mesi di luglio e agosto.

Contributi agricoli per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali

L’Inps e l’Inail forniscono ulteriori istruzioni operative circa la riduzione, per il 2014, dei contributi agricoli per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

 

Per il 2014, sulla base delle elaborazioni della Consulenza statistico attuariale dell’Inail, la misura della riduzione percentuale dell’importo dei contributi agricoli é pari al 14,17%. Tale percentuale si applica in uguale misura a tutte le tipologie di premi e contributi oggetto di riduzione. La riduzione si cumula alle altre riduzioni e/o agevolazioni già previste dalla normativa vigente ad altro titolo per lo specifico settore agricolo e si applica al contributo assicurativo dovuto al netto di tutti gli altri “sconti” ed agevolazioni.
La verifica del possesso del requisito dell’andamento infortunistico aziendale è operata mediante il confronto dell’andamento infortunistico di ogni singola azienda con quello medio nazionale previsto, ritenendo sussistente il requisito ai fini della riduzione qualora l’andamento infortunistico registrato nella singola azienda risulti inferiore o uguale a quello rilevato a livello medio nazionale e viceversa nel caso in cui risulti superiore.
Relativamente alle attività iniziate da oltre un biennio per i contributi della gestione agricoltura riscossi dall’Inps é stato utilizzato, ai fini dell’individuazione dei soggetti destinatari della riduzione, il criterio del confronto tra l’indice di gravità medio (Igm) e l’indice di gravità aziendale (Iga), che consente di tenere conto dell’andamento infortunistico.

Con riferimento alle lavorazioni iniziate da oltre un biennio, la circolare specifica che i contributi per l’assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali in agricoltura dei lavoratori dipendenti e dei lavoratori autonomi sono accertati e riscossi dall’Inps, che ne dispone la ripartizione tra l’Inail e le gestioni di pertinenza.
Per gli operai agricoli dipendenti e per i piccoli coloni a compartecipazione familiare l’Igm é pari a 8,32 mentre per i soggetti autonomi l’Igm é pari 12,84. Per entrambe le categorie è prevista annualmente l’elaborazione dell’Iga e la riduzione si applica se l’Iga è inferiore o uguale all’Igm.
Sulla base dei predetti parametri è stato elaborato l’elenco, per le diverse categorie, dei soggetti destinatari della riduzione del 14,17%, da applicarsi ai contributi dovuti a partire dal primo trimestre 2014.
Ai soggetti interessati nella lettera di comunicazione dei dati utili per la compilazione del mod. F24 viene indicato se è stata applicata la riduzione.

Per quanto concerne le attività iniziate da non oltre un biennio, ai fini dell’applicazione della riduzione per l’anno 2014, gli istituti specificano che le lavorazioni iniziate da non oltre un biennio sono quelle iniziate dal 3 gennaio 2012.
La domanda di riduzione deve essere presentata telematicamente non oltre il termine di scadenza del biennio di attività, utilizzando l’apposito servizio disponibile sul portale dell’Inail.
La riduzione ha effetto dal 1° gennaio 2014. Eccezionalmente per il 2014, per consentire di usufruire della riduzione ai soggetti per i quali il primo biennio di attività scada nel periodo tra il 1° gennaio ed il 30 giugno 2014, il termine per la presentazione dell’istanza é stato differito al 30 giugno 2014.
La riduzione è concessa solo dopo l’accertamento da parte dell’Inps dei requisiti di regolarità contributiva del datore di lavoro richiedente. Tale riduzione sarà applicata a decorrere da gennaio 2015 e sarà fruibile dalle aziende beneficiarie mediante compensazione con i contributi dovuti presentando, per via telematica, la consueta istanza di compensazione all’Inps.

Nel caso di contestazioni in merito alla mancata applicazione della riduzione (es. Iga superiore all’Igm a causa di infortuni o malattie professionali erroneamente attribuiti), gli interessati devono segnalare i casi alla sede Inail competente, mediante apposita istanza di riesame debitamente motivata, che provvederà a ridefinire l’evento.

Qualora risulti, da provvedimenti degli Organismi pubblici competenti in materia, la mancata osservanza da parte del datore di lavoro delle norme di prevenzione infortuni e di igiene del lavoro, si procederà alla revoca della riduzione già applicata.

Inps, il nuovo Manuale di classificazione dei datori di lavoro

Le novità in materia di classificazione previdenziale dei datori di lavoro

Finalmente, anche l’Inps ha adottato l’ATECO 2007 quale criterio di catalogazione delle attività economiche su cui basare l’inquadramento dei datori di lavoro. Conseguentemente, i datori di lavoro che inviano una domanda di iscrizione all’Istituto hanno l’obbligo di comunicare il codice dell’attività economica esercitata in relazione alla posizione aziendale aperta per i lavoratori dipendenti, desunto dalla tabella ATECO 2007. Laddove tale codice non coincida con il corrispondente ATECO 2007 presente nella Camera di Commercio, l’inquadramento va comunque attribuito in relazione all’attività economica dichiarata e/o al codice ATECO 2007 indicato nella domanda d’iscrizione all’Istituto. La nuova procedura automatizzata di iscrizione, infatti, è strutturata per attribuire ai datori di lavoro l’inquadramento previdenziale sulla base dell’autocertificazione dell’attività dichiarata e, qualora sia necessario, sulla base dell’autocertificazione dell’attività attraverso la compilazione di un questionario, personalizzato in base all’attività indicata. In ogni caso, resta immutato il potere/dovere dell’Inps di effettuare controlli delle autocertificazioni. Se l’esito è positivo, l’inquadramento attribuito è consolidato; diversamente, se emergono difformità rispetto a quanto dichiarato, la Sede competente per la gestione della matricola aziendale contatta direttamente il datore di lavoro/intermediario per evidenziare le anomalie riscontrate ed eventualmente modifica l’inquadramento sulla base delle risultanze dell’istruttoria con decorrenza retroattiva.
In caso di svolgimento di attività multiple, con diversa classificazione ATECO 2007, non connotate dai caratteri dell’autonomia funzionale ed organizzativa, ai fini dell’inquadramento, l’oggetto dell’azienda deve essere valutato unitariamente sulla base della natura dell’attività prevalente, con l’individuazione di quella primaria. L’inquadramento, infatti, è di regola unico ed è determinato appunto dall’attività prevalente, mentre le altre attività sono considerate accessorie alla principale e, di conseguenza, assimilate all’attività principale, della quale devono seguire il regime giuridico e contributivo. Pur tuttavia, ciò non impedisce, qualora vengano svolte attività multiple, l’apertura di una posizione per l’attività secondaria, diversa da quella principale, se l’attività secondaria rientra in un diverso settore e presenta i caratteri di autonomia funzionale ed organizzativa, che legittimano l’attribuzione di distinti inquadramenti previdenziali.

Assunzioni agevolate di lavoratori licenziati per GMO

Le istruzioni per la fruizione del beneficio di 190 euro mensili, da parte dei datori di lavoro che hanno provveduto ad assumere nell’anno 2013, lavoratori licenziati per GMO

Previsto in favore dei datori di lavoro che nel 2013 hanno assunto, anche a termine, lavoratori licenziati nei dodici mesi precedenti per giustificato motivo oggettivo connesso a riduzione, trasformazione o cessazione di attività o di lavoro, e poi esteso anche nel caso di:
– estinzione del rapporto in sede di conciliazione successiva al preavviso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo;
– proroga o trasformazione a tempo indeterminato di un rapporto instaurato nel 2013, già rientrante nell’agevolazione in parola;
– proroga o trasformazione a tempo indeterminato, effettuata nel 2013, di un rapporto instaurato prima del 2013 con lavoratori iscritti nelle allora vigenti liste della cd. “piccola mobilità”;
l’incentivo di 190 euro mensili era subordinato all’invio di una specifica istanza, mediante il modulo “LICE”, entro il termine del 12 aprile 2014, fermo restando la capienza delle risorse appositamente stanziate.
Orbene, la graduatoria delle istanze accolte, secondo l’ordine cronologico dell’assunzione, della proroga e della trasformazione, è pubblicata all’interno del Cassetto previdenziale aziende e Cassetto previdenziale aziende agricole, nella sezione relativa al modulo LICE.
Nel caso di datori di lavoro che operano con il sistema Uniemens, ammessi al beneficio, le posizioni contributive sono contrassegnate dal codice autorizzazione “4N”, avente il significato di “Datore di lavoro ammesso al bonus previsto dai decreti direttoriali del Ministero del lavoro n. 264 del 19 aprile 2013 e n. 390 del 3 giugno 2013”. Il codice è attribuito per i mesi di maggio, giugno, luglio ed agosto 2014, anche nell’ipotesi in cui, alla data di autorizzazione, la posizione contributiva del datore di lavoro risulti sospesa o cessata.
Qualora siano state accolte più istanze per lo stesso lavoratore, è cura del datore di lavoro non superare il bonus complessivo di 1.140 euro (190 euro per 6 mesi), se tutte le istanze accolte si riferiscono a rapporti a tempo determinato, ovvero di 2.280 euro (190 euro per 12 mesi), se almeno un’istanza è stata accolta per un rapporto a tempo indeterminato. In ogni caso, nelle ipotesi di diminuzione dell’orario di lavoro rispetto a quanto originariamente denunciato sul modulo LICE, compreso il caso di assunzione a tempo pieno e successiva trasformazione in part time, il datore di lavoro è tenuto autonomamente a ridurre in misura proporzionale l’importo del bonus spettante; in maniera analoga il datore di lavoro deve provvedere, nelle ipotesi in cui il rapporto di lavoro cessi prima della data di scadenza indicata nell’istanza.
In seguito, l’Inps effettuerà controlli sulla veridicità delle attestazioni rese e la sussistenza dei requisiti relativi all’accesso, nonché sulla durata e sull’importo del beneficio. Eventuali somme indebitamente percepite dai datori di lavoro saranno oggetto di iniziative di recupero e consentiranno di accogliere altre istanze, in conseguenza della rideterminazione delle risorse disponibili.