Contratti di prossimità e regolarità contributiva, i chiarimenti del Ministero

In merito all’interpretazione della previsione di legge concernente il sostegno alla contrattazione collettiva di prossimità, il Ministero del lavoro chiarisce che i livelli retributivi fissati dai contratti di prossimità non possono costituire base imponibile in deroga ai minimali contributivi sanciti dalla normativa

Come noto, i contratti di prossimità rappresentano contratti collettivi di lavoro sottoscritti a livello aziendale o territoriale da associazioni dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o territoriale ovvero dalle loro rappresentanze sindacali, che possono realizzare specifiche intese con efficacia nei confronti di tutti i lavoratori interessati. Fermo restando il rispetto della Costituzione, della normativa comunitaria e delle convenzioni internazionali sul lavoro, tali intese possono operare anche in deroga alle disposizioni di legge ed alle regolamentazioni dei CCNL su specifiche materie, tra cui: impianti audiovisivi, mansioni del lavoratore, classificazione e inquadramento del personale, contratti a termine, a orario ridotto e flessibili, solidarietà negli appalti, ricorso alla somministrazione, orario di lavoro, disciplina del rapporto di lavoro.
Orbene, nell’elenco delle materie regolabili dal contratto di prossimità non vi è un espresso riferimento al trattamento retributivo minimo, rispetto al quale opera comunque un limite inderogabile di rilievo costituzionale. Peraltro, la medesima norma non prevede, tra i possibili contenuti delle “specifiche intese” aziendali o territoriali, la determinazione dell’imponibile contributivo. Infine, va evidenziato come tali intese esplicano i propri effetti esclusivamente tra le parti e non possono quindi interessare gli Istituti previdenziali quali soggetti terzi creditori della contribuzione.
In merito alla problematica della fruizione dei benefici normativi e contributivi, essa è subordinata non solo al possesso del Durc e all’osservanza degli accordi e contratti collettivi nazionali, nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti, stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, ma anche il rispetto degli altri obblighi di legge. Sicché, qualora non si rispettino gli obblighi relativi alla determinazione della retribuzione minima imponibile per legge, rispetto alla quali un contratto di prossimità non può validamente derogare, sarà evidentemente negata anche la fruizione dei benefici normativi e contributivi.

Agevolazioni contributive: le precisazioni del Ministero sul diritto di precedenza

Relativamente al diritto di precedenza previsto per i lavoratori a tempo determinato, la condizione di cui all’art. 31, co 1, lett. a), del D.Lgs. n. 150/2015 – secondo cui gli incentivi non spettano se l’assunzione costituisce attuazione di un obbligo preesistente, stabilito da norme di legge o della contrattazione collettiva, anche nel caso in cui il lavoratore avente diritto all’assunzione viene utilizzato mediante contratto di somministrazione – si applica solo se il lavoratore ha manifestato per iscritto la volontà di avvalersi di tale diritto.

Come noto, salvo diversa disposizione dei contratti collettivi, il lavoratore che, nell’esecuzione di uno o più contratti a tempo determinato presso la stessa azienda, ha prestato attività lavorativa per un periodo superiore a 6 mesi ha diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi 12 mesi con riferimento alle mansioni già espletate in esecuzione dei rapporti a termine”.
Tale diritto di precedenza, dunque, deve essere espressamente richiamato nell’atto scritto da cui risulti l’apposizione del termine al contratto e, inoltre, può essere esercitato solo se il lavoratore manifesta per iscritto la propria volontà in tal senso al datore di lavoro entro sei mesi dalla data di cessazione del rapporto di lavoro ovvero entro tre mesi nell’ipotesi di lavoratori stagionali.
Pertanto, in mancanza o nelle more della volontà espressa dal lavoratore, il datore può legittimamente procedere all’assunzione di altri lavoratori o alla trasformazione di altri rapporti di lavoro a termine in essere, sia nelle ipotesi in cui il contratto a termine di durata superiore a sei mesi sia cessato, che nel caso in cui il contratto a termine, una volta trascorsi i sei mesi, risulti ancora in corso.
In conclusione, relativamente al diritto di precedenza previsto in favore dei lavoratori a tempo determinato, la condizione suddetta (secondo cui gli incentivi non spettano se l’assunzione costituisce attuazione di un obbligo preesistente, stabilito da norme di legge o della contrattazione collettiva, anche nel caso in cui il lavoratore avente diritto all’assunzione viene utilizzato mediante contratto di somministrazione) trova applicazione solo laddove il lavoratore abbia manifestato per iscritto la volontà di avvalersi del diritto di precedenza.

A febbraio la corresponsione degli arretrati per i dipendenti ANAS

 

12 febb 2016 Siglato, tra l’ANAS S.p.A. e la FILT-CGIL, la FIT-CISL, la UILPA ANAS, lo SNALA-CISAL, il SADA FAST CONFSAL, l’UGL, l’accordo concernente la corrispondenza degli arretrati per il personale non dirigente dell’Ente Nazionale per le Strade (ANAS).

Le Parti hanno stabilito che ai lavoratori assunti dall’1/1/2016, devono essere corrisposti, con la retribuzione di febbraio, gli arretrati corrispondenti per il periodo 2010-2014.
Nello specifico, hanno previsto l’attribuzione di un importo complessivo pari ad euro 69,75, calcolato sulla posizione economico/organizzativa B1 secondo le previsioni contrattuali, da determinarsi per 14 mensilità e da corrispondersi secondo le seguenti decorrenze:

economica/organizzativaDall’1/1/2015All’1/9/2015Dal 1/3/2016
A38,7130,9738,32
A132,2625,8131,94
B27,4221,9427,15
B1(*)25,0020,0024,75
B222,5818,0622,35
C18,5514,8418,36
C116,1312,9015,97

– (*) –

 di cui 6,25 già riconosciute come IVC 2015.

Gli importi previsti per gli incrementi dei minimi contrattuali riferiti alla data del 1/1/2015 e 1/9/2015 non sono utili ai fini del calcolo di nessun istituto di legge o contrattuale diretto o differito, ivi compreso il trattamento di fine rapporto.
L’IVC relativa al periodo 2010-2015 è inclusa ed assorbita negli importi suindicati.

Di seguito si riportano i nuovi minimi tabellari che decorrono dal 1/3/2016:

economica/organizzativaDall’1/3/2016
A2.519,00
A12.099,20
B1.784,33
B11.626,84
B21.469,37
C1.207,00
C11.049,62

Rinnovato il CCNL Domestico Federproprietà

 

 

Siglato il 15/1/2016, tra la FEDERPROPRIETÀ (Federazione Nazionale della Proprietà Edilizia), l’UPPI – (Unione Piccoli Proprietari Immobiliari), la CONFAPPI – (Confederazione Piccola Proprietà Immobiliare) e la FESICA-CONFSAL, la CONFSAL-FISALS, con l’assistenza della CONFSAL, il CCNL per colf e badanti, con decorrenza dall’1/2/2016 al 31/1/2020.

Classificazione dei lavoratori
 

Con il rinnovo contrattuale sono state introdotte le seguenti categorie:
Seconda Categoria Super dei collaboratori familiari: appartengono a questa categoria i collaboratori familiari che svolgono mansioni inerenti all’andamento della casa ed all’ assistenza di persone con capacità e conoscenze tecniche acquisite (assistente a persone anche parzialmente autosufficienti, cameriere, cuoco, autista e custode) senza autonomia decisionale.
Quarta Categoria delle colf: appartengono a questa categoria lavoratori generici, addetti alla pulizia della casa. non addetti all’assistenza di persone, sprovvisti di esperienza professionale o con esperienza professionale (maturata anche presso datori di lavoro diversi) non superiore a 18 mesi.
Il lavoratore assunto alla 4.a categoria sarà automaticamente inquadrato nella 3.a categoria dopo 24 mesi di servizio effettivo.

Periodo di prova
 

Non potrà superare:
– 45 giorni di lavoro effettivo, per la categoria 1.a Super;
– 30 giorni di lavoro effettivo per la 1.a categoria;
– 15 giorni di lavoro effettivo per la 2.a categoria Super e per la 2.a categoria;
– 8 giorni di lavoro effettivo per la 3.a categoria e per la 4.a categoria.
Durante il periodo di prova il contratto può essere risolto da ambo le parti in qualsiasi momento, con preavviso di almeno 5 giorni.
Per le categorie 1.a Super e 1.a il lavoratore è tenuto a dare, durante il periodo di prova, almeno 8 giorni di preavviso vista la particolarità delle mansioni a lui delegate.
Scaduto il periodo di prova, senza che sia stata data disdetta, il lavoratore si intende assunto a tempo indeterminato ed il periodo di prova va computato a tutti gli effetti.

Riposo settimanale

Il riposo settimanale è di 36 ore: deve essere goduto per 24 ore nella giornata concordata tra le parti al momento dell’assunzione. Esso è irrinunciabile. Nel caso In cui ci sia la necessità di lavorare nella giornata di tale riposo il lavoratore avrà diritto alla maggiorazione prevista del 60%. Le residue 12 ore possono essere godute in qualsiasi altro giorno della settimana, concordato tra le parti. Nel caso in cui fosse richiesta la prestazione lavorativa durante tale riposo lo stesso può essere spostato , di comune accordo, in altra giornata.
Le ore non recuperate verranno retribuite con la maggiorazione del 40%

Malattia

Superato il periodo di prova, in caso di malattia, viene garantita al lavoratore la conservazione del posto di lavoro per il seguente periodo, salvo l’eventuale maggiore durata stabilita nel contratto individuate:
 – 20 giorni di calendario per i lavoratori con anzianità di servizio fino a 12 mesi;
 – 45 giorni di calendario per i lavoratori con anzianità di servizio superiore ai 12 mesi.
Al lavoratori assenti per malattia, il datore di lavoro corrisponderà le indennità di malattia, per il seguente periodo:
– 10 giorni complessivi nell’anno civile (1 gennaio – 31 dicembre) ai lavoratori fino a 12 mesi di anzianità;
– 20 giorni complessivi nell’anno civile (1 gennaio – 31 dicembre) ai lavoratori con anzianità superiore a 12 mesi ;
Le indennità dovute a titolo di malattia saranno erogate secondo la seguente quantificazione
1. Per i primi 3 giorni di malattia, l’indennità sarà pari al 50% della retribuzione globale di fatto;
2. Dal 4° giorno sino al 10° giorno, l’indennità sarà pari al 100% della retribuzione globale di fatto;
3. Dal 11° giorno al 20° giorno, se dovuti. l’Indennità sarà pari al 50% della retribuzione globale di fatto.
Le indennità di cui sopra vengono corrisposte con esclusione della giornata di riposo settimanale e l’aggiunta della quota vitto ed alloggio nel caso in cui lavoratore non sia degente presso il domicilio del datore di lavoro.
Per i primi tre giorni di malattia l’indennità rimane a carico del datore di lavoro, per il restante periodo provvede l’Ebilcoba, sempre che i datori di lavoro abbiano comunque versato all’Ente almeno 12 mesi di contributi.
I contributi versati sono considerati acquisiti o saranno valutati ai fini del pagamento dell’indennità di malattia anche se sono stati versati per un lavoratore diverso da quello In quel momento alle proprie dipendenze e che ha diritto all’indennità.

Tabelle retributive
 

Le tabelle avranno decorrenza dall’1/2/2016

 

CategoriaRetribuzioneDivisore orario convivente
Prima Categoria Super€ 1.340,82234 = € 5,73173 = € 7,74
Prima Categoria€ 1.284,66234 = € 5,49173 = € 7,42
Seconda Categoria Super€ 980,00234 = € 4,18173 = € 5,66
Seconda Categoria€ 941,00234 = € 4,02173 = € 5,43
Terza Categoria€ 850,00234 = € 3,63173 = 4,91
Quarta Categoria€ 620, 00234 = € 2,64173 = € 3,58
Categoria unica€ 613,80  

Per le prestazioni discontinue di assistenza notturna è prevista la maggiorazione pari al 20% rispetto alle tariffe dei livelli di riferimento.

Valori convenzionali vitto e alloggioImporto
Pranzo e/o colazione€ 1,90 al giorno
Cena€ 1,90 al giorno
Alloggio€ 1,64 al giorno
Totale€ 5,44

Cassa Edile di Catania: variate le aliquote contributive

La Cassa Edile della provincia di Catania informa che dal 1° gennaio 2016 varia la misura complessiva della contribuzione.

Dall’1/1/2016 la misura complessiva della contribuzione alla Cassa Edile di Catania è del 7,6088% e così ripartita:

Tipo Contributo% A carico Ditta% A carico Lavoratore
A.P.E.2,60 
Ente Scuola Edile / Comit. Ambiente1,00 
R.L.S.T.0,10 
Fondo Lavori Usuranti0,10 
Quote servizio Provinciale0,76720,7672
Quote servizio Nazionale0,22220,2222
Contributo Cassa Edile1,5250,305
TOTALE 6,3144%1,2944%

Lavoro accessorio: committenti imprenditori e professionisti

Forniti chiarimenti sui limiti di utilizzo del lavoro accessorio per i committenti imprenditori o professionisti alla luce del riordino di tale tipologia contrattuale previsto dal D.Lgs. n. 81/2015.

Per prestazioni di lavoro accessorio si intendono attività lavorative che non danno luogo, con riferimento alla totalità dei committenti, a compensi superiori a 7.000 euro netti (9.333 euro lordi) nel corso di un anno civile (1° gennaio – 31 dicembre), annualmente rivalutati sulla base della variazione dell’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati.
Fermo restando il limite complessivo di 7.000 euro, nei confronti dei committenti imprenditori o professionisti, le attività lavorative possono essere svolte a favore di ciascun singolo committente per compensi non superiori a 2.000 euro netti, rivalutati annualmente (art. 48, co. 1, D.Lgs. n. 81/2015).
Per il ricorso a tali prestazioni di lavoro accessorio, i committenti imprenditori o professionisti acquistano esclusivamente attraverso modalità telematiche uno o più carnet di buoni orari, numerati progressivamente e datati (art. 49, co. 1, D.Lgs. n. 81/2015).
Il D.Lgs. n. 81/2015pone dunque due importanti limitazioni all’utilizzo dei voucher per i committenti imprenditori e professionisti:
– il limite di 2.000 euro erogabili al singolo prestatore;
– l’obbligo di acquisto dei voucher in modalità esclusivamente telematica.

L’eliminazione dell’aggettivo “commerciale” previsto dal vecchio impianto normativo non è significativo ai fini dell’individuazione dei soggetti imprenditori, in quanto l’espressione “imprenditori” risulta comprensiva di tutte le categorie disciplinate dall’art. 2082 c.c. e ss., dalla cui lettura congiunta è possibile individuare una serie di soggetti che, pur operando con Partita IVA e/o codice fiscale numerico, non sono da considerare imprenditori e, dunque, non sono soggetti alle suddette limitazioni. A titolo non esaustivo, l’Inps indica i seguenti soggetti: Committenti pubblici; Ambasciate Partiti e movimenti politici; Gruppi parlamentari; Associazioni sindacali; Associazioni senza scopo di lucro; Chiese o associazioni religiose; Fondazioni che non svolgono attività d’impresa; Condomini; Associazioni e società sportive dilettantistiche; Associazioni di volontariato e i Corpi volontari; Comitati provinciali e locali della Croce Rossa, Gialla, Verde e Azzurra, AVIS, etc.
Nulla è cambiato invece in merito alla categoria dei professionisti per i quali fare occorre fare riferimento integrale alla Circolare n. 49 del 29 marzo 2013.

Approvato l’accordo di rinnovo del CCNL Portuali Autorità-Imprese

 

11 feb 2016 Comunicata da parte delle OO.SS. FILT-CGIL, FILT CISL e UILTRASPORTI, l’avvenuta validazione dell’ipotesi di rinnovo del CCNL per i lavoratori dei porti siglata il 15/12/2015 con le associazioni datoriali Assiterminal, l’Assologistica, la Fise-Uniport, l’Assoporti.

Si ricorda che l’accordo, con decorrenza dall’1/1/2016 al 31/12/2018, ha stabilito un incremento mensile a regime sul 4° livello professionale pari a 80 euro lordi, da erogare con le seguenti modalità:
– 20 € dall’1/12/2016;
– 25 € dall’1/7/2017;
– 25 € dall’1/7/2018;
– 10 € a titolo di EDR dall’1/9/2018.
Il suddetto EDR, uguale per tutti i livelli, sarà erogato per tredici mensilità e non avrà incidenza su qualsiasi altro istituto contrattuale.

A seconda dei livelli professionali, le tranche di aumenti lordi sul minimo conglobato saranno pertanto pari a euro:

LivelliAumento dall’1/12/2016Aumento dall’1/7/2017Aumento dall’1/7/2018
Quadri imprese26,4933,1133,11
24,7530,9430,94
23,0528,8128,81
21,3026,6226,62
20,0025,0025,00
18,8623,5823,58
17,9822,4822,48
16,1320,1720,17

A decorrere dal 1/1/2016 I minimi tabellari conglobati sono incrementati dell’importo E.D.R. di € 20 mensili (uguale per tutti i livelli) ed assumono i sottostanti valori; conseguentemente dalla stessa data detto E.D.R. viene soppresso.

Seguono i minimi tabellari conglobati:

LivelliMinimi all’1/1/2016Minimi dall’1/12/2016Minimi dall’1/7/2017Minimi dall’1/7/2018
Quadri imprese2185,382211,872244,982278,09
2043,602068,352099,292130,23
1904,081927,131955,941984,75
1761,161782,461809,081835,70
1654,961674,961699,961724,96
1561,921580,781604,361627,94
1490,221508,201530,681553,16
1338,831354,961375,131395,30

 

Per i dipendenti delle Autorità Portuali la prima tranche di aumento sul minimo conglobato decorrerà dal 1/9/2016; la seconda dall’1/12/2016, la terza dall’1/7/2018.
Per i quadri delle A.P. le tre tranches avranno i seguenti importi:
– Quadro A: 1° tranche € 29,83; 2° e 3° tranche € 37,29;
– Quadro B: 1° tranche € 27,04; 2 e 3° tranche € 33,80.

LivelliMinimi all’1/1/2016Minimi dall’1/9/2016Minimi dall’1/12/2016Minimi dall’1/7/2018
Quadri A2.458,532488,362525,652562,94
Quadri B2.230,462257,502291,302325,10

Assistenza sanitaria
A decorrere dall’1/4/2016 il contributo annuale datoriale per l’assistenza sanitaria integrativa, ex art. 51 bis del CCNL, viene elevato di € 21,00 prò capite. Tale incremento è finalizzato al miglioramento delle garanzie di polizza, con particolare riguardo alle cure odontoiatriche.

EBILA: accordo con l’Inps per la riscossione dei contributi

11 febb 2016 Siglata, tra Inps e EBILA, la convenzione per la riscossione dei contributi da destinare al finanziamento dell’Ente Bilaterale per le Imprese e i Lavoratori Autonomi (circolare n. 26 del 9/2/2016).

I datori di lavoro che intendono versare il contributo per il finanziamento dell’Ente Bilaterale dovranno indicare, in sede di compilazione del modello di versamento “F24” la causale contributo “EILA”. Inoltre, dovranno riportare:
– nel campo “codice sede” il codice della sede INPS competente;
– nel campo “matricola INPS/codice INPS/filiale azienda” la matricola INPS dell’azienda;
– nel campo “periodo di riferimento”, nella colonna “da mm/aaaa” il mese e l’anno di competenza, nel formato MM/AAAA; la colonna “a mm/aaaa” non dovrà essere valorizzata.
L’EBILA provvederà, poi, a comunicare ai datori di lavoro aderenti le modalità per la concreta attuazione delle procedure di versamento.

Relativamente ai versamenti, viene fatto divieto all’INPS un qualsiasi obbligo di esazione coattiva dei suddetti contributi e l’intervento diretto o di controllo nei confronti delle aziende relativamente ai versamenti in parola.
E’ esclusa, altresì, per l’Istituto ogni responsabilità dall’applicazione della convenzione, sia nei confronti dei datori di lavoro, sia, in generale, nei confronti di tutti i soggetti indicati nell’art. 1dell’atto convenzionale, sia infine verso terzi e verso chicchessia. I rapporti conseguenti all’attuazione della dovranno instaurarsi direttamente tra EBILA e i datori di lavoro interessati.

Modalità di compilazione del flusso UniEmens
I datori di lavoro interessati compileranno il flusso Uniemens nel seguente modo: all’interno di <DenunciaIndividuale>, <DatiRetributivi>, <DatiParticolari>, valorizzeranno l’elemento <ConvBilat> inserendo nell’elemento <Conv> in corrispondenza di <CodConv> il valore “EILA” e in corrispondenza dell’elemento <Importo> l’importo, a livello individuale, del versamento effettuato nel mod.F24 con il corrispondente codice. L’elemento <Importo> contiene l’attributo <Periodo> in corrispondenza del quale va indicato il mese di competenza del versamento effettuato con F24, espresso nella forma “AAAA-MM”.

Nuove aliquote contributive per l’iscrizione degli operai alla Cassa Edile di Rovigo

La Cassa Edile Polesana trasmette le nuove aliquote contributive che determinano, nella totalizzazione, una diminuzione sia delle trattenute nella busta paga dei lavoratori sia del costo del lavoro a carico delle imprese

Di seguito si riporta il nuovo prospetto dei contributi da versare dall’1° gennaio 2016 per l’iscrizione degli operai alla Cassa Edile di Rovigo:

Denominazione Contributi% Azienda% Operai% Totale
Cassa Edile Polesana1,8750,3752,250
Prestazioni sanitarie e assistenze C.E.P.0,2080,0420,250
Scuola Edile / C.P.T.1,0001,000
R.L.S.T.0,1000,100
Servizi al lavoro0,2500,250
Premialità di settore0,2500,250
Enti Nazionali – S.B.C.0,0500,050
A.P.E.4,8004,800
Fondo Lavori usuranti e pesanti0,1000,100
Q.A.C. Nazionale0,2220,2220,444
Q.A.C. Provinciale0,6170,6171,234
TOTALI9,4721,25610,728

Accertamento delle responsabilità se l’incidente sul lavoro è procurato dai colleghi

In tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro, è responsabile il datore di lavoro anche se l’infortunio è procurato dai colleghi.

Come noto, le norme sulla sicurezza sul lavoro sono dirette a tutelare il lavoratore non solo dagli incidenti derivanti dalla sua disattenzione, ma anche da quelli ascrivibili ad imperizia, negligenza ed imprudenza dello stesso. Il datore di lavoro è sempre responsabile dell’infortunio occorso al lavoratore, sia quando ometta di adottare le idonee misure protettive, sia quando non accerti e vigili che di queste misure venga fatto effettivamente uso da parte del dipendente, non potendo attribuirsi alcun effetto esimente per l’imprenditore che abbia provocato un infortunio sul lavoro a causa della violazione delle relative prescrizioni all’eventuale concorso di colpa del lavoratore. Tale principio è riferibile anche alla condotta dei lavoratori che con l’infortunato interagiscono.
La condotta del dipendente può comportare l’esonero totale del datore da responsabilità solamente quando essa presenti i caratteri dell’abnormità, inopinabilità ed esorbitanza rispetto al procedimento lavorativo ed alle direttive ricevute, come pure dell’atipicità ed eccezionalità, così da porsi come causa esclusiva dell’evento.
Nel caso di specie, i giudici avevano escluso l’addebito originariamente mosso dal lavoratore alla condotta aziendale, consistente non più nell’inopinata rimozione del soffietto ma nell’aver consentito che i colleghi di lavoro dell’infortunato operassero in modo imprudente e pericoloso. Nello specifico, la posizione dei testi esaminati, autori della condotta e interessati a giustificarla, rendeva poco credibile la deposizione circa il fatto, riferito dagli stessi, che il loro operato fosse determinato dai tempi imposti dall’azienda e che non era comprensibile quale costante vigilanza l’azienda avrebbe dovuto esercitare sull’attività svolta dai lavoratori affinché la stessa si svolgesse in sicurezza, posto che le operazioni erano da compiersi manualmente dai predetti lavoratori, che la conclusero intempestivamente.
Incombe, infine, sul lavoratore che lamenti di aver subito, a causa dell’attività lavorativa svolta, un danno alla salute, l’onere di provare l’esistenza di tale danno, come pure la nocività dell’ambiente di lavoro, nonché il nesso tra l’uno e l’altro elemento, mentre grava sul datore di lavoro – una volta che il lavoratore abbia provato le predette circostanze – l’onere di provare di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno, ovvero di aver adottato tutte le cautele necessarie per impedire il verificarsi del danno medesimo.