Metalmeccanica Artigianato Veneto: firmato accordo di rinnovo



Siglato il 2/8/2019, tra la CONFARTIGIANATO IMPRESE VENETO, la CNA Veneto, la CASARTIGIANI Veneto e la FIOM-CGIL, la FIM-CISL, la UILM-UIL, l’accordo di rinnovo del CIRL valido per i dipendenti delle imprese artigiane della regione Veneto del settore Metalmeccanici installatori di impianti ed autoriparatori, con scadenza il 30/6/2020.


Prestazioni di secondo livello EBAV


Le parti riconfermano i fondi di secondo livello già attivati con le intese precedenti.
I fondi categoriali hanno la seguente alimentazione mensile: 3,15 euro a carico ditta e 1,57 euro a carico dipendente.























FONDI

IMPRESE


LAVORATORI


Promozione 1,00 0,10
Formazione 0,55 0,21
Sussidi assistenziali 0,60 0,60
Professionalità 0,60 0,60
Ambiente e Sicurezza 0,40 0,06


Utilizzo 1% destinato al Fondo di categoria metalmeccanica
La quota dell’1% dei versamenti di primo livello è destinata ad alimentare il fondo crisi area settore.


Elemento regionale transitorio (ERT)


Viene istituito un elemento regionale transitorio (ERT) che sarà erogato per le ore effettivamente lavorate ad operai, impiegati e quadri a decorrere dall’1/9/2019 e sino al 30/6/2020 nelle misure mensili/orarie sotto indicate in euro.































Livello

Mensile

Orario

1 55,91 0,32317
2 50,75 0,29335
2bis 47,99 0,27739
3 46,20 0,26705
4 43,55 0,25173
5 42,00 0,24277
6 40,19 0,23231


Tale elemento è omnicomprensivo, viene escluso dal calcolo del TFR ed include le incidenze su ferie, gratifica natalizia e/o tredicesima mensilità.
Ai fini dell’erogazione del premio saranno considerate come ore lavorate le ore di permessi retribuiti per assemblee, le ore di permesso per l’esercizio di cariche sindacali elettive previste dal contratto regionale di lavoro nonché il periodo di astensione obbligatoria per maternità. Inoltre la retribuzione riconosciuta al dipendente assente per infortunio sul lavoro avvenuto all’interno dell’azienda dovrà tener conto anche dell’ERT. L’ elemento retributivo territoriale verrà erogato fino al 30/6/2020 e decadrà dall’1/7/2020, salvo diversi accordi fra le parti.
Per i soli lavoratori assunti con contratto di apprendistato professionalizzante si prevede l’erogazione di un importo ERT pari ad € 30,00 mensili (0,17341 su base oraria). Tale elemento viene erogato sulla base delle stesse regole previste per gli altri dipendenti.
A far data dal presente accordo e fino a diversa regolamentazione, viene sospesa la possibilità del lavoratore di conferire l’importo di cui sopra ad un Fondo negoziale di previdenza complementare dell’artigianato (di seguito Fondo), in alternativa all’erogazione nel cedolino paga; sono fatte salve le adesioni pervenute sino al 31/8/2019 al fondo su base volontaria dei singoli lavoratori e, pertanto, i lavoratori aderenti potranno continuare ad operare il versamento.


Regimi di orario superiori ai 4 mesi


L’azienda che intenda procedere ad una estensione temporale fino ai 12 mesi della compensazione di orario oltre i 4 mesi o già programmare periodi superiori ai 4 mesi, dovrà stipulare accordo scritto con i lavoratori e/o RSA ove esistenti; la stessa dovrà inoltre inviare specifica comunicazione alla Commissione Regionale Paritetica, costituita presso il comitato di categoria dell’Ebav, che avrà il compito di monitorare l’andamento delle richieste, anche per una verifica delle modalità organizzative della produzione del settore artigiano. La possibilità di adottare tale modalità gestionale dell’orario sarà vincolata all’invio di tale comunicazione alla Commissione.
Tale gestione dell’orario avverrà con le stesse modalità previste per la durata quadrimestrale, con l’unica eccezione che il saldo avverrà nel mese successivo alla scadenza del periodo di 12 mesi.
I lavoratori che aderiscono a tale regime di orario con periodi superiori ai 4 mesi avranno diritto all’applicazione della tabella retributiva riportata in calce all’articolo, per il periodo indicato nella comunicazione
Tutti gli istituti retributivi differiti ed indiretti saranno calcolati su un orario medio settimanale contrattuale (40 ore) ovvero su un orario inferiore nel caso di part time.
Tabella retributiva aggiuntiva per i lavoratori in regime di orario oltre i 4 mesi



































Livello

Mensile

Orario

1 13,32 0,07699
2 12,03 0,06953
2bis 10,81 0,06248
3 10,05 0,05809
4 8,91 0,05150
5 8,30 0,04797
6 7,61 0,04398
Apprendisti 5,80 0,03352


 

Rilascio dell’applicazione web “Domanda e offerta di lavoro”, le istruzioni per gli utenti


A decorrere dal 15 luglio è disponibile, nell’ambito del portale MyANPAL, l’applicativo web “Domanda e Offerta di lavoro”, che consente di agevolare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, con accesso differenziato in base al profilo associato all’utente: Cittadino, Aziende, Operatori (Anpal, nota 05 agosto 2019, n. 10878).


A decorrere dal 15 luglio sono disponibili, nell’ambito del portale web MyANPAL, le funzionalità che consentono di agevolare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. L’applicativo “Domanda e Offerta di lavoro” consente l’accesso a tre profili utente:
– profilo “Cittadino”, che permette a tutti i cittadini, anche beneficiari del RdC (Reddito di Cittadinanza), di inserire il CV in modalità autonoma e di ricercare una posizione lavorativa aperta;
– profilo “Azienda”, che permette ai datori di lavoro (e ai consulenti del lavoro delegati) la gestione delle vacancy (posizioni aperte), l’inserimento degli esiti del colloquio e la chiusura del ciclo di ricerca lavoro tramite l’inserimento di una Comunicazione Obbligatoria (CO);
– profilo “Operatore”, che consente agli operatori dei CPI, alle Agenzie per il lavoro autorizzate alla intermediazione e ai Patronati convenzionati, di accedere a tutte le funzionalità previste per l’utente “Cittadino” e “Azienda”, oltre ad alcune funzionalità dedicate.
Gli utenti che desiderino accedere ai servizi offerti dall’applicativo, qualora non abbiano già provveduto, devono procedere alla registrazione al Portale MyANPAL e, quindi, effettuare il login. L’accesso alla Web Application “Domanda e Offerta di lavoro” è definito in base al profilo associato all’utente (Cittadino, Aziende, Operatori). A ciascun profilo è associato un set di autorizzazioni necessarie a gestire le diverse funzionalità associate al profilo stesso.
Accendendo con il profilo “Azienda”, l’utente deve caricare a sistema le informazioni relative alle proprie sedi legali e unità operative (sezione “Informazioni Azienda”). È possibile infatti accedere alle funzionalità di gestione delle vacancy solo una volta completato l’inserimento delle informazioni obbligatorie (indirizzo mail, dati sede legale, dati sede operativa, Codici ATECO/NACE delle attività). La sezione “Posizioni aperte”, quindi, consente all’utente di inserire, visualizzare, modificare e pubblicare le offerte di lavoro che intende ricercare. In particolare, la pagina mostra:
– la funzione “Aggiungi posizione”, che consente l’inserimento della/e vacancy (posizione aperta) da pubblicare;
– la lista di tutte le posizioni aperte inserite dall’utente, che consente di visualizzare la lista delle candidature ricevute per ciascuna posizione, visualizzare i CV che corrispondono alle caratteristiche professionali richieste, visualizzare le informazioni relative agli esiti del colloquio (assente, non idoneo, rifiuto, idoneo), modificare o eliminare la posizione aperta. In questa sezione è possibile indicare l’esito di un colloquio di lavoro associato a ciascuna vacancy ed inserire il codice di Comunicazione Obbligatoria all’interno della vacancy chiusa, che consente di accedere alle agevolazioni contributive qualora si tratti dell’assunzione di un beneficiario RdC. La sezione “Ricerca” consente all’utente “Azienda” di visualizzare tutti i CV caricati a sistema che rispondono ad un determinato set di caratteristiche (lingue richieste, dettagli relativi a istruzione, formazione, abilitazioni e patenti).
Accendendo con il profilo utente “Cittadino”, la Web Application mostra l’homepage, che consente all’utente di accedere alle funzionalità “Trova Lavoro” e “Compila il tuo CV”. Nella sezione “Trova Lavoro”, l’utente può ricercare le posizioni aperte utilizzando diversi filtri in maniera singola o combinata, inserendo un profilo professionale associato alla posizione lavorativa desiderata e/o specificando l’ambito territoriale (Provincia e Comune) entro cui delimitare la ricerca. Una volta visualizzate le posizioni aperte di interesse, l’utente può inviare la propria candidatura. Questa sezione consente di visualizzare e gestire la lista delle candidature già inviate. La sezione “Compila il tuo CV” permette all’utente “Cittadino” di inserire, visualizzare, modificare e pubblicare le informazioni relative proprio profilo professionale, che possono anche essere pubblicate sul circuito EURES, per rendere visibile il proprio CV anche agli Stati membri dell’Unione Europea.
Il profilo utente “Operatore” accede alle funzionalità disponibili, sia per l’utente “Cittadino” che per l’utente “Azienda”, non filtrate. L’Operatore è pertanto un intermediario, abilitato alla gestione delle funzionalità di Gestione CV (per conto del cittadino) e di Gestione Vacancy (per conto delle aziende). La funzionalità “Gestisci CV” consente di ricercare un CV sulla base delle informazioni personali (nominativo, data di nascita, e-mail, codice fiscale) e di inserire/modificare un CV per conto di un cittadino. Inoltre, la funzionalità consente di ricercare una posizione lavorativa a cui candidare il cittadino. La funzionalità “Gestisci Vacancy” consente di ricercare un’azienda inserita a sistema sulla base delle informazioni dell’azienda (ragione sociale, email, codice fiscale), di modificarne i dati, di registrare a sistema una nuova azienda e di inserire le informazioni di base della stessa, di gestirne le posizioni aperte e di effettuare l’upload massivo. Inoltre, la funzionalità consente di visualizzare i CV che, sulla base del profilo professionale e della posizione desiderata, rispondono alle esigenze relative alle posizioni aperte inserite.

Firmato l’accordo economico per il settore Tessili Industria



Sottoscritto il 2/8/2019, tra SMI SISTEMA MODA ITALIA e FEMCA-CISL, FILCTEM-CGIL, UILTEC-UIL, l’accordo per l’adeguamento economico per il dipendenti da aziende Tessili Industriali


Le Parti, preso atto della comunicazione dell’lstat del 30/5/2019 che indica in 0,8% il dato dell’anno 2018 dell’indice IPCA hanno disposto l’applicazione dei seguenti incrementi dell’E.R.N. a decorrere dall’1/7/2019 e dall’1/3/2020


Tabella E.R.N. dall’1/7/2019











































Livello

ERN dall’1/7/2019

ERN dall’1/3/2020

8 2.162,72 2.173,24
7 2.039,76 2.049,70
6 1.915,22 1.924,49
5 1.794,07 1.802,76
4 1.706,67 1.714,95
3S 1.667,31 1.675,42
3 1.630,18 1.638,13
2S 1.583,15 1.590,85
2 1.548,65 1.556,18
1 1.231,24 1.237,20


Inoltre, le Parti, in considerazione della situazione contrattuale complessiva conseguente all’applicazione del contratto nazionale negli anni 2017 e 2018, hanno concordato quanto segue:
– con decorrenza dall’1/1/2020, ¡I contributo a carico dell’azienda al fondo di assistenza sanitaria integrativa Sanimoda, previsto dall’art. 80 del vigente CCNL, sarà aumentato di 3,00 euro, passando a complessivi 15,00 euro. Le Parti, in qualità di Fonti istitutive del Fondo, si attiveranno tempestivamente per chiedere a Sanimoda la predisposizione di un nuovo piano sanitario adeguato ai nuovi livelli di contribuzione;
– in deroga all’art. 8 del vigente CCNL, la scadenza sia della parte economica che della parte normativa del CCNL 5/7/2017 viene posticipata al 31/3/2020.

CCNL Dirigenti Aziende Autotrasporto: proroga vigenza contrattuale


Con accordo siglato il 29/7/2019, Confetra e Manageritalia hanno convenuto di prorogare al 31 dicembre 2019 la vigenza dell’attuale contratto per i dirigenti delle aziende di autotrasporto e spedizione merci nonché delle aziende di servizi logistici e di trasporto combinato.

Al fine di consentire la definizione di un quadro di riferimento legislativo e contrattuale di maggiore stabilità, finalizzato a meglio affrontare la situazione di incertezza nel settore nel suo complesso, e, contemporaneamente, di garantire la vigenza delle agibilità e delle tutele previste dal CCNL in favore di imprese e Dirigenti, concordano di prorogarne la vigenza fino al 31/12/2019.
Le Parti riconfermano, inoltre, la necessità di affrontare le sfide indotte dalle profonde trasformazioni che investono le imprese ed il lavoro manageriale e perciò intendono confermare il percorso contrattuale intrapreso in materia di welfare e bilateralità, come leva strategica competitiva.
Per tutto quanto non previsto dal presente accordo, si rinvia alle disposizioni del vigente CCNL e successive integrazioni, che si intendono integralmente confermate fino alla suddetta data di scadenza.

Senato: approvato il DL Sicurezza bis


Il Senato ha rinnovato la fiducia al Governo, approvando definitivamente, senza emendamenti nè articoli aggiuntivi, il testo licenziato dalla Camera per il ddl di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge n. 53/2019, recante disposizioni urgenti in materia di ordine e sicurezza pubblica.


Tra le principali misure introdotte vi è l’attribuzione, con l’articolo 1, al Ministro dell’interno, nella sua qualità di Autorità nazionale di pubblica sicurezza, nell’esercizio delle funzioni di coordinamento dei controlli sulla frontiera marittima e terrestre italiana, nonché nel rispetto degli obblighi internazionali dell’Italia, il potere di limitare o vietare l’ingresso, il transito o la sosta di navi nel mare territoriale, con l’eccezione del naviglio militare (nel quale rientrano anche le navi militari e le navi da guerra) e delle navi in servizio governativo non commerciale, per motivi di ordine e di sicurezza pubblica, ovvero quando, in un’ottica di prevenzione, ritenga necessario impedire il cosiddetto “passaggio pregiudizievole” o “non inoffensivo” di una specifica nave se la stessa è impegnata – limitatamente alle violazioni delle leggi in materia di immigrazione – in una delle attività elencate dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (Convenzione di Montego Bay – UNCLOS), ossia il carico o lo scarico di materiali, valuta o persone in violazione delle leggi e dei regolamenti doganali, fiscali, sanitari o di immigrazione vigenti.
L’articolo 2 introduce una sanzione amministrativa pecuniaria per la violazione, da parte del comandante di una nave, del divieto di ingresso, transito o sosta in acque territoriali italiane. La sanzione consiste nel pagamento di una somma che, innalzata dalla Camera, va da 150.000 a un milione di euro. È inoltre disposta la responsabilità solidale dell’armatore. È prevista sempre la sanzione accessoria della confisca dell’imbarcazione. L’articolo 3 rende possibile svolgere intercettazioni per acquisire notizie utili alla prevenzione del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Con l’articolo 3-bis – introdotto dalla Camera – è altresì previsto l’arresto obbligatorio anche nei confronti di chiunque sia colto in flagranza di un delitto di resistenza o violenza contro nave da guerra.
L’articolo 5 prevede che per i soggiorni non superiori alle ventiquattro ore la comunicazione alla questura territorialmente competente delle generalità delle persone alloggiate, debba avvenire entro sei ore anziché entro ventiquattro ore dal loro arrivo.
Mentre l’articolo 6 interviene sulla legge n. 152 del 1975, con particolare riguardo al regolare svolgimento delle manifestazioni in luogo pubblico e aperto al pubblico. Nel corso dell’esame presso la Camera dei deputati sono state inasprite le pene per i delitti di oltraggio a pubblico ufficiale e oltraggio a un magistrato in udienza.
Il Capo II, comprendente gli articoli da 8 a 12-ter, riguarda il potenziamento dell’efficacia dell’azione amministrativa a supporto delle politiche di sicurezza (misure straordinarie per l’eliminazione dell’arretrato relativo ai procedimenti di esecuzione delle sentenze penali di condanna, assunzione a tempo determinato annuale di un massimo di 800 unità di personale amministrativo non dirigenziale, in aggiunta alle facoltà di assunzione previste a legislazione vigente).
Il Capo III detta infine disposizioni urgenti per il contrasto dei fenomeni di violenza connessi a manifestazioni sportive.

Cooperative Sociali Ravenna: determinato l’ERT

Sottoscritto, il 18/7/2019, tra LEGACOOP Romagna, FEDERSOLIDARIETÀ-CONFCOOPERATIVE Ravenna, AGCI-SOLIDARIETÀ Ravenna, e FP-CGIL, FISASCAT-CISL Romagna, FPL-UIL, l’accordo per l’ERT ai lavoratori delle cooperative sociali di Ravenna

Le Parti si sono incontrate 18/7/2019, al fine di determinare l’ammontare, per l’anno di competenza 2018, dell’Elemento Retributivo Territoriale (ERT) per le lavoratrici ed i lavoratori operanti nella provincia di Ravenna nel settore socio-sanitario, assistenziale, educativo e di inserimento lavorativo.
A seguito dell’esame congiunto dei dati numerici e di bilancio delle cooperative della provincia di Ravenna, così come previsto dai CIP vigente per la determinazione dell’ammontare dell’ERT, è stato definito che l’importo dello stesso, per l’anno 2019 relativo ai lavoratori inquadrati al livello C1 del CCNL di settore (ex 4° livello) che abbiano lavorato 1576 ore, è di 160,00 €.
Il valore dell’ERT come sopra definito dovrà essere riparametrato in relazione ai livelli di inquadramento dei lavoratori e riproporzionato in relazione alle ore di effettivo lavoro svolte nell’anno 2018.
L’ERT verrà erogato con la retribuzione relativa al mese di luglio 2019 a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori in forza nel mese suddetto, che abbiano prestato attività lavorativa nel corso dell’anno 2018, ivi comprese le lavoratrici in congedo obbligatorio di maternità, secondo quanto previsto dall’art. 1, comma 183, della legge n. 208/2015.
Le singole cooperative verificheranno, al fine di applicare la tassazione agevolata di cui all’art. 1, commi 182-190 della legge n. 208/2015 e successive modifiche, e del decreto interministeriale 25/3/2016, che ci sia stato l’incremento in almeno uno dei parametri previsti dalla citata normativa.

Il vincolo di dipendenza funzionale tra omissioni contributive e sanzioni civili


Le vicende che attengono all’omesso o ritardato pagamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi non possono non riguardare, considerato il legame di dipendenza funzionale, anche le sanzioni civili che, sorgendo automaticamente alla scadenza del termine legale per il pagamento del debito contributivo, rimangono a questo debito continuativamente collegate in via giuridica (Corte di Cassazione, ordinanza 02 agosto 2019, n. 20849)


Un Tribunale di prime cure aveva accolto l’opposizione proposta da un datore di lavoro avverso una cartella esattoriale avente ad oggetto il pagamento di contributi Inps non pagati da altra società, appaltatrice della opponente, derivanti sia da omissioni contributive che da accertamento ispettivo. Inoltre, ad avviso del primo giudice, il fatto che l’opponente avesse pagato immediatamente i contributi non versati dall’appaltatore, in virtù della responsabilità solidale (art. 29, D.Lgs. n. 276/2003), la rendeva non soggetta al pagamento delle sanzioni civili per evasione (art. 116, co. 8, lett. b), L. n. 388/2000) non potendosi ritenere che l’inadempimento della obbligata principale fosse noto. In seguito, su impugnazione dell’Inps, anche la Corte d’appello territoriale aveva rigettato la domanda, confermando la sentenza impugnata.
Ricorre così in Cassazione l’Istituto, lamentando che l’art. 21 del D.L. n. 5/2012 (convertito in L. n. 35/2012), laddove esclude che l’obbligo dell’appaltatore di versare i contributi in via di solidarietà si estenda anche alle sanzioni civili, non è norma di interpretazione autentica con efficacia retroattiva.
Per la Suprema Corte il motivo è fondato. Come noto, al fine di contrastare l’evasione dei contributi previdenziali, il Legislatore ha introdotto la responsabilità solidale dell’appaltatore con il subappaltatore per le ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e i contributi previdenziali e assicurativi obbligatori per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dei dipendenti a cui è tenuto il subappaltatore. Ma la tesi secondo la quale la responsabilità per le sanzioni della predetta condotta omissiva non è inclusa nella detta responsabilità solidale, trascura di considerare, innanzitutto, la natura accessoria della sanzione, costituendo una conseguenza automatica dell’inadempimento o del ritardo, legalmente predeterminata, introdotta nell’ordinamento al fine di rafforzare l’obbligazione contributiva e risarcire, in misura predeterminata dalla legge, con una presunzione “iuris et de iure”, il danno cagionato all’Istituto assicuratore (ex multis, Corte di Cassazione, sentenza 18 dicembre 2017, n. 30363). Vi è, quindi, tra la sanzione civile e l’omissione contributiva, cui la sanzione inerisce, un vincolo di dipendenza funzionale che, in quanto contrassegnato dall’automatismo della sanzione civile rispetto all’omesso o ritardato pagamento, incide non solo geneticamente sul rapporto dell’una rispetto all’altra, ma conserva questo suo legame di automaticità funzionale anche dopo l’irrogazione della sanzione. Di qui, le vicende che attengono all’omesso o ritardato pagamento dei contributi non possono non riguardare, proprio per il rilevato legame, anche le somme aggiuntive che, sorgendo automaticamente alla scadenza del termine legale per il pagamento del debito contributivo, rimangono a questo debito continuativamente collegate in via giuridica. Infine, quanto al disposto dell’art. 21 citato, che in tema di responsabilità solidale negli appalti, ha sanzionato per l’omissione contributiva il solo responsabile dell’inadempimento, escludendo le sanzioni dal vincolo solidale, esso non ha natura interpretativa, né ha effetti retroattivi (Corte di Cassazione, sentenza n. 18259/2018).

Siglato accordo con riserva da Confapi Aniem


Siglato con riserva il 29/7/2019, tra la CONFAPI ANIEM, l’ANIEM, l’ANIER e la FENEAL-UIL, la FILCA-CISL, la FILLEA-CGIL, l’accordo che definisce la cessazione degli effetti del CCNL Aniem-Anier.

Il presente accordo viene sottoscritto con riserva da Confapi Aniem, che si impegna a scioglierla entro e non oltre il 9/8/2019.
Il CCNL Confapi Aniem risulta essere l’unico CCNL per la piccola e media industria edile e affini, considerato che ANIER ha perfezionato la propria adesione al sistema di rappresentanza di CONFAPI lo scorso 4/7/2019 con delibera assembleare e che di conseguenza ANIER ha rinunciato alla titolarità contrattuale, adottando i contratti collettivi di settore di Confapi/Confapi Aniem e dando specifico mandato di rappresentanza sindacale a CONFAPI, che si esplica tramite il subentro della titolarità contrattuale da parte di Confapi/Confapi Aniem nel CCNL Aniem Confapi-Anier e di tutti gli accordi bilaterali sottoscritti da Anier medesima.
Pertanto, Anier riconosce il CCNL Confapi Aniem come l’unico CCNL per la piccola e media industria edile e affini, attivando tutte le azioni necessarie, congiuntamente a Confapi Aniem e alle OO.SS, per darne adeguata e completa informazione alle aziende ad essa aderenti.
A seguito di quanto sopra, le parti intendono definire l’integrale confluenza nel sistema Confapi/Confapi Aniem del suddetto CCNL ANIEM- ANIER e degii accordi bilaterali sottoscritti in materia.
Sulla base di queste premesse, le Parti concordano che, a far data dalla sottoscrizione del presente accordo, il CCNL Aniem-Anier cessa di produrre i propri effetti costituendo altresì il presente atto formale risoluzione dello stesso per mutuo consenso.
In considerazione dell’intervenuta scadenza di entrambi i CCNL e considerata la necessità di garantire un trattamento economico equivalente tra i due CCNL, le parti stabiliscono in sede di rinnovo del CCNL Confapi, le diverse decorrenze degli aumenti
Confapi Aniem e FENEAL/UIL – FILCA/CISL – FILLEA/CGIL procederanno a comunicare congiuntamente all’lnps l’avvenuta confluenza del CCNL Aniem-Anier (cod. Inps 290) nel CCNL Confapi/Confapi Aniem (cod. Inps 069) e la conseguente cessazione del CCNL Anier e del corrispondente codice 290 per gli atti di propria competenza.
Le parti si danno altresì atto delle differenze nella regolazione di alcuni istituti contrattuali e quindi della necessità di procedere a una sistematica armonizzazione degli articolati contrattuali in merito a:
– preavviso di licenziamento e dimissioni
– Relazioni industriali
– Contrattazione integrativa e EVR
– Disciplina degli appalti
– Fondo di previdenza complementare
– eventuali ulteriori elementi dovessero emergere in sede di armonizzazione

Il Vademecum degli ispettori di vigilanza sul distacco transnazionale (1/2)


Ai fini di un corretto ed uniforme approccio alla vigilanza in materia di distacco transnazionale, l’Ispettorato nazionale del lavoro, con nota n. 622 del 1° agosto 2019, fornisce il Vademecum con le indicazioni di carattere operativo e interpretativo sulla materia. In appresso, si riportano i chiarimenti su aspetti generali del distacco, controllo documentale, figura del referente e verifiche sul trattamento retributivo.


La normativa comunitaria in materia di distacco transnazionale presuppone l’espletamento, da parte di un operatore economico stabilito in un altro Stato membro, di una prestazione di servizi sul territorio italiano. I servizi comprendono le attività di carattere industriale, commerciale, artigianale e le libere professioni; tale elencazione è da considerarsi meramente esemplificativa, abbracciando tutti i settori economico-produttivi in cui il personale ispettivo può riscontrare fattispecie di distacco transnazionale (edilizia, agricoltura, terziario, etc.) e diverse tipologie contrattuali disciplinate nel nostro ordinamento, tra le quali la filiera di appalti e subappalti di opera e di servizi, la somministrazione di lavoro, nonché le ulteriori attività di prestazioni servizi tra imprese stabilite in diversi Paesi (ad esempio, le varie forme di joint venture, consorzi e ATI che si configurano quali fattispecie di subappalto, contratti di rete, accordi atipici, etc.).
La prestazione di servizi deve comportare l’espletamento di attività lavorative di carattere temporaneo in favore di un destinatario situato su territorio italiano, che può individuarsi in una impresa distaccataria appartenente al medesimo gruppo, in una unità produttiva, filiale, sede operativa della azienda straniera distaccante ovvero in un diverso soggetto committente (INL, nota 5 giugno 2017). Il lavoratore in distacco transnazionale è un lavoratore abitualmente occupato in un altro Stato membro che, nell’ambito di una prestazione transnazionale di servizi, per un periodo limitato, predeterminato o predeterminabile in base ad un evento futuro e certo, svolge il proprio lavoro in un altro Paese UE.
Non tutti i lavoratori presenti nel territorio di uno Stato membro diverso dallo Stato di stabilimento (in cui lavorano regolarmente) sono da considerarsi lavoratori distaccati. Ad esempio, i lavoratori che partecipano a conferenze, riunioni, manifestazioni, etc., senza fornire un servizio a nessuna persona o impresa, non sono considerati in distacco. Il lavoratore autonomo, pur provvisto di Formulario A1, non rientra nella nozione di lavoratore distaccato. In questo caso, infatti, il modello A1 viene fornito ai soli fini previdenziali.
La verifica ispettiva in materia di distacco transnazionale di lavoratori ha ad oggetto, in particolare, la regolarità amministrativa e documentale del distacco, ovvero l’adempimento degli obblighi amministrativi, quali:
– la comunicazione preventiva di distacco, mediante consultazione dell’area riservata del Portale INL, sezione “Cruscotti”, sottosezione “Distacco Transnazionale UE,” dove è disponibile la piattaforma “Comunicazioni preventive di distacco transnazionale”;
– il contratto di lavoro, stipulato tra lavoratore e azienda straniera distaccante, da cui si evinca che il rapporto di lavoro perdura per tutto il periodo di distacco;
– il formulario A1;
– la comunicazione/registrazione pubblica di instaurazione del rapporto di lavoro nel Paese di origine, ove esistente;
– i prospetti paga, recanti l’inizio, la fine e la durata dell’orario di lavoro giornaliero. Con particolare riferimento alla traduzione delle voci retributive contenute nelle singole buste paga, ove siano seriali/ripetitive per il singolo lavoratore ovvero per più lavoratori, è sufficiente produrre uno schema riepilogativo delle voci retributive utilizzate;
– la documentazione comprovante il pagamento delle retribuzioni.
La documentazione tradotta deve essere disponibile al momento dell’accertamento ispettivo e non è richiesto all’azienda distaccante di provvedere alla traduzione giurata della documentazione; tuttavia, laddove sia prodotta una traduzione non comprensibile, l’ispettore può effettuare formale richiesta di altra traduzione.
Tutti i documenti devono essere esibiti dal prestatore di servizi o dal referente o da altra persona incaricata. In mancanza, il personale ispettivo, ferma restando l’applicazione delle sanzioni per mancata esibizione dei documenti, per poter valutare tutti gli elementi di fatto, deve comunque attivare tempestivamente la procedura di cooperazione amministrativa con lo Stato membro interessato. Allo stesso modo, la procedura in questione può essere sempre attivata anche qualora sia stata fornita tutta la documentazione, ma risulti necessario approfondire taluni aspetti, utili, in particolare, alla verifica dell’autenticità del distacco; ad esempio, per verificare l’effettiva operatività dell’impresa distaccante nello Stato membro di provenienza o per chiedere riscontro circa la veridicità della documentazione. … (CONTINUA)

Sottoscritto il Contratto di Espansione da Tim



Sottoscritto il 2/8/2019, in sede governativa, tra TIM SpA e SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL, UGL Telecomunicazioni, l’accordo sul Contratto di Espansione


Le parti il 2 agosto 2019, hanno sottoscritto in sede governativa il Contratto di Espansione.
Si ricorderà che in precedenza, con l’accordo del 18/7/2019, avevano già esaminato e discusso il piano di riorganizzazione aziendale presentato da Tim S.p.A., connesso alla realizzazione del percorso di trasformazione digitale che interesserà i processi e gli ambiti organizzativi dell’Azienda.
Il citato Accordo di luglio aveva individuato le direttrici di intervento, che prevedono tra gli elementi strumentali alle finalità generali del Contratto di Espansione – di cui all’art. 41 D.Lgs. n. 148/2015 novellato dalla Legge n. 58/2019, art. 26quater – anche l’applicazione della riduzione dell’orario di lavoro.
Ebbene, le Parti con la sottoscrizione dell’intesa 2/8/2019 sul Contratto di Espansione, si impegnano ad effettuare una verifica complessiva a livello nazionale dello stato di attuazione del piano richiamato in premessa.
Qualora all’esito della sessione di verifica, da effettuare entro il mese successivo alla conclusione del periodo di riduzione dell’orario di lavoro, emergano concordi evidenze positive in merito agli obiettivi di piano, Tim S.p.A. si impegna a erogare – entro i successivi due mesi – ai lavoratori a cui è stato applicato il Contratto di Espansione, una somma Una Tantum a valere per l’intero periodo, sulla base dei seguenti importi medi lordi differenziati in base alla percentuale di riduzione oraria applicata:


Riduzione oraria: 6%









Livelli

Importo medio lordo

3, 4, 5 e 5s 551
6, 7 e Quadro 1.357


Riduzione oraria: 1,9%









Livelli

Importo medio lordo

3, 4, 5 e 5s 77
6, 7 e Quadro 250