Ammortizzatori per COVID-19, le modalità operative per beneficiare del differimento termini


Possono beneficiare della moratoria dei termini decadenziali le domande di trattamenti connessi all’emergenza epidemiologica da COVID-19 riferite ai periodi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa con inizio nei mesi di dicembre 2020, gennaio 2021 e febbraio 2021, nonché le domande plurimensili con inizio dell’evento di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa collocato nei mesi già menzionati che si estende a quelli successivi (Inps, messaggio 16 giugno 2021, n. 2310)


Come noto, la legge di conversione del D.L. n. 41/2021 (c.d. decreto Sostegni), ha parzialmente innovato la disciplina in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro connessi all’emergenza epidemiologica da COVID-19, prevedendo, tra l’altro, un differimento al 30 giugno 2021 dei termini decadenziali di invio delle domande di accesso ai trattamenti collegati all’emergenza da COVID-19 (artt. da 19 a 22-quinquies, D.L. n. 18/2020) e di trasmissione dei dati necessari per il pagamento o per il saldo degli stessi scaduti nel periodo dal 1° gennaio 2021 al 31 marzo 2021.
Nello specifico, rientrano nel differimento dei termini tutte le domande di cassa integrazione (ordinaria e in deroga), di assegno ordinario (ASO) dei Fondi di solidarietà bilaterali e territoriali intersettoriali (artt. 26 e 40, D.Lgs. n. 148/2015), del Fondo di integrazione salariale (FIS), nonché quelle di cassa integrazione speciale operai agricoli (CISOA).
Al riguardo, in via generale, le domande di accesso ai trattamenti devono essere inoltrate all’Inps, a pena di decadenza, entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa. Di qui ne deriva che possono beneficiare della moratoria dei termini decadenziali in parola, le domande di trattamenti connessi all’emergenza epidemiologica da COVID-19 riferite ai periodi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa con inizio nei mesi di dicembre 2020, gennaio 2021 e febbraio 2021, nonché le domande plurimensili con inizio dell’evento di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa collocato nei mesi già menzionati che si estende a quelli successivi.
I datori di lavoro che, per i periodi oggetto del differimento, non avessero inviato istanze di accesso ai trattamenti, possono trasmettere domanda entro e non oltre il termine del 30 giugno 2021. A tal fine, devono essere utilizzate le medesime causali relative all’emergenza epidemiologica da COVID-19 già istituite con riferimento alle singole discipline. Per quanto attiene, invece, alle domande di accesso ai trattamenti che ricadano nei detti periodi, già inviate e respinte con una motivazione riconducibile alla sola tardiva presentazione della domanda, quindi per intervenuta decadenza dell’intero periodo richiesto, i datori di lavoro, ai fini del riconoscimento dei periodi ricompresi nelle domande trasmesse, non devono riproporre nuove istanze. Infine, nel caso di domande già inviate ed accolte parzialmente per i soli periodi per i quali non era intervenuta la decadenza, i datori di lavoro, ai fini dell’accoglimento anche dei periodi decaduti e rientranti nel differimento dei termini, devono trasmettere una nuova istanza esclusivamente per tali periodi.
In ogni caso, rimane inalterata la disciplina dettata pro tempore dalle norme di riferimento. Conseguentemente, possono beneficiare della proroga dei termini le istanze che rispettino le condizioni di accesso di volta in volta fissate dalla normativa, come illustrate nella prassi emanata dall’Istituto in materia.
Non rientrano nel differimento i termini già oggetto della precedente moratoria (art. 11, commi 10-bis e 10-ter, D.L. 31 dicembre 2020, n. 183).
Ancora, beneficiano del regime di differimento anche i termini di trasmissione dei dati necessari per il pagamento diretto o per il saldo dei trattamenti connessi all’emergenza da COVID-19, i cui termini di decadenza siano scaduti nel periodo dal 1° gennaio 2021 al 31 marzo 2021.
Al riguardo, il datore di lavoro è tenuto a inviare all’INPS tutti i dati necessari per il pagamento o per il saldo dell’integrazione salariale (modelli “SR41” e “SR43” semplificati) entro la fine del mese successivo a quello in cui è collocato il periodo di integrazione salariale ovvero entro 30 giorni dalla notifica della PEC che contiene l’autorizzazione, se tale termine è più favorevole all’azienda. Tanto premesso, il differimento al 30 giugno 2021 riguarda i termini delle trasmissioni riferite a eventi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa conclusi a dicembre 2020, gennaio 2021 e febbraio 2021, nonché ad eventi le cui autorizzazioni siano state notificate all’azienda nel periodo dal 2 dicembre 2020 a tutto il 1° marzo 2021, tenuto conto della singola modalità applicata originariamente dalla Struttura territoriale competente.
Dunque, i datori di lavoro che, per i periodi oggetto del differimento, non avessero mai inviato i modelli “SR41” e “SR43” semplificati, possno provvedere alla relativa trasmissione entro e non oltre il termine del 30 giugno 2021. Con riferimento, invece, ai modelli “SR41” e “SR43” semplificati, relativi a pagamenti diretti ricompresi nel medesimo arco temporale oggetto di differimento, già inviati e respinti per intervenuta decadenza, i datori di lavoro non devono riproporne l’invio.

Una tantum per il personale del CCNL Autoferrotranvieri



Sottoscritto un accordo sull’erogazione dell’una tantum rinnovo del CCNL autoferrotranvieri


Per il personale In forza a tempo indeterminato al 17/6/2021, a copertura del periodo 2018 -2020, riconoscimento di una somma una tantum di Euro 680.00 lordi  al par. 175, riparametrato secondo la scala parametrale vigente, da corrispondere in 2 tranche. la prima con la retribuzione del mese di luglio 2021 (Euro 300,00 lordi) e la seconda con la retribuzione del mese di dicembre 2021 (Euro 380,00 lordi).
Per il personale impiegato nel periodo gennaio 2018/dicembre 2020 in misura almeno pari all’80% della propria attività nei servizi di linea non soggetti a obblighi di servizio pubblico, in considerazione del particolare e perdurante stato di crisi economico/finanziaria del settore, la cifra una tantum sarà erogata in tre rate da erogarsi la prima con la retribuzione di ottobre 2021 (Euro 200,00 lordi), la seconda con la retribuzione di aprile 2022 (Euro 200.00 lordi) e la terza con la retribuzione di luglio 2023 (Euro 280,00 lordi).


Una tantum a copertura del periodo 1/1/2018 – 31/12/2020













































































































































































































































































Figure professionali

Param.

Una tantum

luglio 2021

dicembre 2021

RESP. UNITÀ AMM.VA / TECNICA COMPLESSA 250 428,57 542,86
PROFESSIONAL 230 394,29 499,43
CAPO UNITÀ ORGAN.Va AMM.Va / TECNICA 230 394,29 499,43
COORDINATORE DI ESERCIZIO 210 360,00 456,00
COORDINATORE 210 360,00 456,00
COORDINATORE FERROVIARIO (Pos.2) 210 360,00 456,00
CAPO UNITÀ TECNICA 205 351,43 445,14
COORDINATORE DI UFFICIO 205 351,43 445,14
COORDINATORE FERROVIARIO (Pos.1) 202 346,29 438,63
SPECIALISTA TECNICO / AMMINISTRATIVO 193 330,86 419,09
ADDETTO ALL’ESERCIZIO 193 330,86 419,09
CAPO STAZIONE 193 330,86 419,09
ASSISTENTE COORDINATORE 193 330,86 419,09
TECNICO DI BORDO 190 325,71 412,57
MACCHINISTA (Pos.4) 190 325,71 412,57
CAPO OPERATORI 188 322,29 408,23
MACCHINISTA (Pos.3) 183 313,71 397,37
OPERATORE DI ESERCIZIO (Pos.4) 183 313,71 397,37
OPERATORE CERTIFICATORE 180 308,57 390,86
COORDINATORE DELLA MOBILITÀ 178 305,14 386,51
COLLABORATORE DI UFFICIO 175 300,00 380,00
OPERATORE DI ESERCIZIO (Pos.3) 175 300,00 380,00
OPERATORE TECNICO 170 291,43 369,14
ADDETTO ALLA MOBILITÀ 170 291,43 369,14
MACCHINISTA (Pos.2) 165 282,86 358,29
CAPO TRENO (Pos.3) 165 282,86 358,29
OPERATORE QUALIFICATO (Pos.2) 160 274,29 347,43
OPERATORE DI GESTIONE 158 270,86 343,09
OPERATORE DI ESERCIZIO (Pos.2) 158 270,86 343,09
OPERATORE DI MOVIMENTO e GESTIONE 158 270,86 343,09
CAPO TRENO (Pos.2) 158 270,86 343,09
OPERATORE QUALIFICATO DI UFFICIO (Pos.2) 155 265,71 336,57
ASSISTENTE ALLA CLIENTELA 154 264,00 334,40
MACCHINISTA (Pos.1) 153 262,29 332,23
OPERATORE QUALIFICATO DELLA MOBILITÀ 151 258,86 327,89
OPERATORE F.T.A. (Pos.2) 145 248,57 314,86
OPERATORE DI STAZIONE (Pos.2) 143 245,14 310,51
OPERATORE QUALIFICATO DI UFFICIO (Pos.1) 140 240,00 304,00
OPERATORE DI ESERCIZIO (Pos.1) 140 240,00 304,00
OPERATORE QUALIFICATO (Pos.1) 140 240,00 304,00
CAPO TRENO (Pos.1) 140 240,00 304,00
OPERATORE DI STAZIONE (Pos.1) 139 238,29 301,83
OPERATORE DELLA MOBILITA’ 138 236,57 299,66
CAPO SQUADRA OPERATORI DI MANOVRA 135 231,43 293,14
OPERATORE DI SCAMBI CABINA 135 231,43 293,14
OPERATORE DI UFFICIO 130 222,86 282,29
OPERATORE DI MANUTENZIONE 130 222,86 282,29
COLLABORATORE DI ESERCIZIO 129 221,14 280,11
OPERATORE DI MANOVRA 123 210,86 267,09
CAPO SQUADRA AUSILIARI 121 207,43 262,74
OPERATORE GENERICO 116 198,86 251,89
AUSILIARIO 110 188,57 238,86
AUSILIARIO GENERICO 100 171,43 217,14























































































































































































































































































































































































Figure professionali

Param.

Una tantum per il personale impiegato almeno 80% della attivita in servizi di linea non soggetti ad obblighi di servizio

Una tantum per il personale impiegato almeno 80% della attivita in servizi di linea non soggetti ad obblighi di servizio

Ottobre 2021

Aprile 2022

Luglio 2023

RESP. UNITÀ AMM.VA / TECNICA COMPLESSA 250 285,71 285,71 400,00 971,43
PROFESSIONAL 230 262,86 262,86 368,00 893,71
CAPO UNITÀ ORGAN.Va AMM.Va / TECNICA 230 262,86 262,86 368,00 893,71
COORDINATORE DI ESERCIZIO 210 240,00 240,00 336,00 816,00
COORDINATORE 210 240,00 240,00 336,00 816,00
COORDINATORE FERROVIARIO (Pos.2) 210 240,00 240,00 336,00 816,00
CAPO UNITÀ TECNICA 205 234,29 234,29 328,00 796,57
COORDINATORE DI UFFICIO 205 234,29 234,29 328,00 796,57
COORDINATORE FERROVIARIO (Pos.1) 202 230,86 230,86 323,20 784,91
SPECIALISTA TECNICO / AMMINISTRATIVO 193 220,57 220,57 308,80 749,94
ADDETTO ALL’ESERCIZIO 193 220,57 220,57 308,80 749,94
CAPO STAZIONE 193 220,57 220,57 308,80 749,94
ASSISTENTE COORDINATORE 193 220,57 220,57 308,80 749,94
TECNICO DI BORDO 190 217,14 217,14 304,00 738,29
MACCHINISTA (Pos.4) 190 217,14 217,14 304,00 738,29
CAPO OPERATORI 188 214,86 214,86 300,80 730,51
MACCHINISTA (Pos.3) 183 209,14 209,14 292,80 711,09
OPERATORE DI ESERCIZIO (Pos.4) 183 209,14 209,14 292,80 711,09
OPERATORE CERTIFICATORE 180 205,71 205,71 288,00 699,43
COORDINATORE DELLA MOBILITÀ 178 203,43 203,43 284,80 691,66
COLLABORATORE DI UFFICIO 175 200,00 200,00 280,00 680,00
OPERATORE DI ESERCIZIO (Pos.3) 175 200,00 200,00 280,00 680,00
OPERATORE TECNICO 170 194,29 194,29 272,00 660,57
ADDETTO ALLA MOBILITÀ 170 194,29 194,29 272,00 660,57
MACCHINISTA (Pos.2) 165 188,57 188,57 264,00 641,14
CAPO TRENO (Pos.3) 165 188,57 188,57 264,00 641,14
OPERATORE QUALIFICATO (Pos.2) 160 182,86 182,86 256,00 621,71
OPERATORE DI GESTIONE 158 180,57 180,57 252,80 613,94
OPERATORE DI ESERCIZIO (Pos.2) 158 180,57 180,57 252,80 613,94
OPERATORE DI MOVIMENTO e GESTIONE 158 180,57 180,57 252,80 613,94
CAPO TRENO (Pos.2) 158 180,57 180,57 252,80 613,94
OPERATORE QUALIFICATO DI UFFICIO (Pos.2) 155 177,14 177,14 248,00 602,29
ASSISTENTE ALLA CLIENTELA 154 176,00 176,00 246,40 598,40
MACCHINISTA (Pos.1) 153 174,86 174,86 244,80 594,51
OPERATORE QUALIFICATO DELLA MOBILITÀ 151 172,57 172,57 241,60 586,74
OPERATORE F.T.A. (Pos.2) 145 165,71 165,71 232,00 563,43
OPERATORE DI STAZIONE (Pos.2) 143 163,43 163,43 228,80 555,66
OPERATORE QUALIFICATO DI UFFICIO (Pos.1) 140 160,00 160,00 224,00 544,00
OPERATORE DI ESERCIZIO (Pos.1) 140 160,00 160,00 224,00 544,00
OPERATORE QUALIFICATO (Pos.1) 140 160,00 160,00 224,00 544,00
CAPO TRENO (Pos.1) 140 160,00 160,00 224,00 544,00
OPERATORE DI STAZIONE (Pos.1) 139 158,86 158,86 222,40 540,11
OPERATORE DELLA MOBILITA’ 138 157,71 157,71 220,80 536,23
CAPO SQUADRA OPERATORI DI MANOVRA 135 154,29 154,29 216,00 524,57
OPERATORE DI SCAMBI CABINA 135 154,29 154,29 216,00 524,57
OPERATORE DI UFFICIO 130 148,57 148,57 208,00 505,14
OPERATORE DI MANUTENZIONE 130 148,57 148,57 208,00 505,14
COLLABORATORE DI ESERCIZIO 129 147,43 147,43 206,40 501,26
OPERATORE DI MANOVRA 123 140,57 140,57 196,80 477,94
CAPO SQUADRA AUSILIARI 121 138,29 138,29 193,60 470,17
OPERATORE GENERICO 116 132,57 132,57 185,60 450,74
AUSILIARIO 110 125,71 125,71 176,00 427,43
AUSILIARIO GENERICO 100 114,29 114,29 160,00 388,57

Firmato Protocollo Sicurezza Covid-19 nel Credito Cooperativo

Siglato il 16/6/2021, tra FEDERCASSE e la FABI, la FIRST-CISL, la FISAC-CGIL, la UGL CREDITO, la UILCA, il verbale di integrazione al Protocollo condiviso del Credito Cooperativo del 7/5/2020 in tema di misure di prevenzione, contrasto e contenimento della diffusione del virus Covid-19 nella Categoria del Credito Cooperativo ai sensi del DCPM 26/4/2020.

Le parti convengono che:
– la riammissione al lavoro dopo l’infezione da virus SARS-CoV-2/COVID-19, avverrà, secondo le modalità previste dalla normativa vigente regolata, tempo per tempo, dalle Autorità competenti. I lavoratori positivi oltre il ventunesimo giorno saranno riammessi al lavoro solo dopo la negativizzazione del tampone molecolare o antigenico, effettuato in struttura accreditata o autorizzata dal servizio sanitario, con certificazione acquisita dal medico competente, salve eventuali diverse disposizioni normative successive.
– Le Parti confermano, anche con riferimento ai servizi a contatto con il pubblico, l’attenzione all’adozione di adeguate misure di prevenzione, contrasto e contenimento alla diffusione del virus. In coerenza con lo sviluppo del programma delle riaperture, le Parti condividono che con esclusivo riferimento alle zone “Bianche” e “Gialle” l’accesso della clientela nelle filiali avvenga gestendo il pieno rispetto del mantenimento della distanza interpersonale, assicurando alle Lavoratrici e ai Lavoratori la continua disponibilità di adeguati DPI adottati in base alla normativa (idonee mascherine e gel igienizzante, eventuali ulteriori DPI prescritti dalla normativa), con l’applicazione di tutte le misure tempo per tempo previste dai provvedimenti delle Autorità competenti.
– Le Parti, nel confermare la disponibilità, rappresentata nel verbale di incontro del 22/3/2021, a favorire – ove ne ricorrano le condizioni logistiche, organizzative e di conformità sanitaria – la somministrazione del vaccino alle lavoratrici ed ai lavoratori del Credito Cooperativo da parte delle stesse Aziende, recepiscono quanto previsto nel “Protocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazione” sottoscritto il 6/4/2021, tra Governo e Parti sociali e nelle correlate “Indicazioni ad interim per la vaccinazione anti-SARS-CoV-2/ COVID-19 nei luoghi di lavoro”.
Le Parti, nella temporanea indisponibilità della somministrazione del vaccino alle Lavoratrici e ai Lavoratori da parte delle stesse Aziende, auspicano la concessione di permessi retribuiti strettamente collegati all’espletamento di tale profilassi sanitaria.
– Le riunioni nelle zone “bianche” o “gialle” dovranno essere svolte garantendo il distanziamento interpersonale, l’uso della mascherina chirurgica o dispositivi di protezione individuale di livello superiore e un’adeguata pulizia e areazione dei locali.
– In materia di formazione, trova applicazione la normativa vigente, regolata, tempo per tempo, dalle Autorità competenti, ad oggi, D.L. 65/2021 – art. 10, comma 1, e DPCM 2/3/2021 – art. 25, comma 7.


Operai agricoli di Venezia: rinnovato il CIPL

Sottoscritto il 15/6/2021, tra CONFAGRICOLTURA Venezia, FEDERAZIONE PROVINCIALE COLDIRETTI di Venezia, CONFEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTORI di Venezia e FLAI-CGIL, FAI-CISL, UILA-UIL di Venezia, l’accordo per il rinnovo del CIPL per gli operai agricoli e florovivaisti della Provincia di Venezia

Retribuzioni operai agricoli e florovivaisti
Con l’accordo di rinnovo, le retribuzioni degli operai agricoli e florovivaisti della provincia di Venezia aumentano del 1,7% con decorrenza 1/6/2021, ed esclusivamente per le aziende agrituristiche con decorrenza dall’1/6/2022.
L’ex salario integrativo provinciale è conglobato nel salario contrattuale.



Lavoro straordinario, festivo notturno – operai agricoli
Per il lavoro notturno e/o festivo che cada in regolari turni periodici e riguardante mansioni specifiche rientranti nelle normali attribuzioni del lavoratore, la maggiorazione passa dal 10% al 15%.
A titolo esemplificativo rientrano in questa norma anche gli operai bovai, i custodi e i guardiani.
La maggiorazione per il lavoro notturno non spetta al guardiano notturno, il quale ha diritto ad una maggiorazione del 10% sul salario contrattuale.

Indennità di pernottamento
Qualora il datore di lavoro richieda agli operai delle valli da pesca il pernottamento in valle, dovrà corrispondere agli stessi un’indennità fissa; l’importo di tale indennità, con decorrenza dall’1/6/2021, è di euro 60,00 per singola notte, a titolo di indennità di presenza e comprendente l’eventuale prestazione lavorativa fino a 60 minuti.

Indennità di chiamata
Le Parti hanno confermato che l’orario di lavoro ha inizio all’atto della presentazione del lavoratore sul posto di lavoro indicato dal datore di lavoro al termine del precedente turno di lavoro, fatti salvi, comunque, i casi di urgenza per i quali il datore di lavoro provvederà ad avvertire tempestivamente i lavoratori, e hanno previsto la corresponsione di un’indennità di chiamata pari ad e 20,00.

Classificazione
Le Parti concordano di individuare successivamente mediante apposito verbale di integrazione, nuove figure e livelli non previsti attualmente nelle declaratorie del contratto. Inoltre, concordano, al massimo entro il prossimo rinnovo contrattuale, nello scorporare il TFR dal terzo elemento retributivo, per i lavoratori con qualifica di raccolta, inquadrati in area 3, livello F; i quali percepiranno quindi il trattamento di fine rapporto alla conclusione del contratto di lavoro ferme restando le modalità di calcolo di cui all’art. 57 del vigente CCNL.

Rappresentante Lavoratori per la Sicurezza
Le parti firmatarie concordano nella presa in carico da parte dell’Ente Bilaterale Territoriale della figura del Rappresentante dei Lavoratori per la sicurezza Territoriale che potrà operare a livello provinciale nelle aziende agricole in cui non è stato designato un RLS. Un successivo verbale integrativo definirà le modalità di istituzione della figura e aspetti operativi.

Prime indicazioni su indennità Covid-19 e NASpI nel Sostegni bis


Si forniscono le prime indicazioni in materia di indennità previste a favore di alcune categorie di lavoratori, tra cui i pescatori autonomi e gli operai agricoli, nonché in materia di sospensione del meccanismo di riduzione dell’indennità di disoccupazione NASpI fino al 31 dicembre 2021.


Il decreto Sostegni bis prevede l’erogazione di una indennità una tantum di importo pari a 1.600 euro a favore dei soggetti già beneficiaridell’indennità di cui all’articolo 10, commi da 1 a 9, del DL n. 41/2021. In particolare, tale prestazione sarà erogata alle seguenti tipologie di lavoratori, già beneficiari della richiamata precedente tutela:
– lavoratori stagionali e lavoratori in somministrazione dei settori del turismo e degli stabilimenti termali;
– lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali;
– lavoratori in somministrazione appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali;
– lavoratori intermittenti;
– lavoratori autonomi occasionali;
– lavoratori incaricati alle vendite a domicilio;
– lavoratori a tempo determinato dei settori del turismo e degli stabilimenti termali;
– lavoratori dello spettacolo.
Pertanto, in attuazione della citata previsione normativa, i lavoratori che hanno già fruito delle indennità di cui all’articolo 10 non devono presentare una nuova domanda ai fini della fruizione dell’indennità una tantum di cui al decreto Sostegni bis, ma la stessa sarà erogata dall’Istituto ai beneficiari con le modalità indicate dagli interessati per le indennità già erogate.
Il decreto Sostegni bis prevede altresì il riconoscimento di una indennità onnicomprensiva di importo pari a 1.600 euro a favore delle suddette categorie di lavoratori che non siano stati già beneficiari delle indennità di cui al richiamato articolo 10.
Le indennità di cui all’articolo 42, commi 1, 2, 3 ,5 e 6, del decreto Sostegni bis, per espressa previsione di legge, non sono tra loro cumulabili. Le suddette indennità sono invece cumulabili con l’assegno ordinario di invalidità di cui alla legge 12 giugno 1984, n. 222.


Il decreto Sostegni bis ha inoltre previsto una indennità una tantum di importo pari a 800 euro a favore degli operai agricoli a tempo determinato che, nel 2020, abbiano effettuato almeno 50 giornate effettive di attività di lavoro agricolo. Detta indennità non è cumulabile con le indennità di cui all’articolo 10 del DL n. 41, né con le relative proroghe di cui all’articolo 42 del decreto Sostegni bis. L’indennità una tantum a favore degli operai agricoli è cumulabile con l’assegno ordinario di invalidità di cui alla legge n. 222/1984.
Il decreto sostegni bis hA, inoltre, una indennità una tantum di importo pari a 950 euro a favore dei pescatori autonomi, compresi i soci di cooperative, che esercitano professionalmente la pesca in acque marittime, interne e lagunari, di cui alla legge 13 marzo 1958, n. 250.
Le predette indennità a favore degli operai agricoli a tempo determinato e dei pescatori autonomi non concorrono alla formazione del reddito ai sensi del TUIR e per il periodo di fruizione delle stesse non è riconosciuto l’accredito di contribuzione figurativa, né il diritto all’assegno per il nucleo familiare.


L’articolo 4, comma 3, del decreto-legislativo n. 22/2015 prevede che l’indennità di disoccupazione NASpI è ridotta in misura pari al tre per cento ogni mese a decorrere dal primo giorno del quarto mese di fruizione (91° giorno della prestazione).
fino al 31 dicembre 2021 per le prestazioni in pagamento dal 1° giugno 2021 è sospesa l’ulteriore applicazione del cit. articolo 4 e le stesse sono confermate nell’importo in pagamento alla data di entrata in vigore del decreto. Analogamente per le nuove prestazioni decorrenti nel periodo dal 1° giugno 2021 fino al 30 settembre 2021 è sospesa fino al 31 dicembre 2021 l’applicazione dell’articolo citato.
Dal 1° gennaio 2022 trova nuovamente piena applicazione il meccanismo di riduzione della prestazione. Pertanto, per le prestazioni oggetto della sospensione della riduzione mensile, qualora ancora in essere al 1° gennaio 2022, l’importo sarà calcolato applicando le riduzioni corrispondenti ai mesi di sospensione trascorsi.
Per l’applicazione della sospensione del meccanismo di riduzione della prestazione NASpI non è necessario presentare alcuna domanda in quanto si procederà d’ufficio.


Licenziamento collettivo, l’accordo sindacale può ridurre l’indennità di mancato preavviso


La previsione pattizia di riduzione o azzeramento dell’indennità di mancato preavviso, nell’ambito di un accordo sindacale all’esito di una procedura di licenziamento collettivo, ancorchè contenuta in un accordo riconducibile alla legge n. 223/1991, può configurare una “specifica intesa” di prossimità e derogare alle previsioni in materia dei CCNL, laddove essa sia finalizzata far fronte ad una situazione di crisi aziendale ed occupazionale (Corte di Cassazione, ordinanza 15 giugno 2021, n. 16917)


Una Corte d’appello territoriale aveva respinto l’appello proposto da un datore di lavoro avverso la decisione del Tribunale di prime cure, il quale aveva riconosciuto il diritto di un lavoratore alla corresponsione in proprio favore della differenza tra quanto riconosciutogli a titolo di indennità sostitutiva del preavviso (3 mensilità di retribuzione), all’esito di una procedura di licenziamento collettivo conclusasi con accordo sindacale, e quanto invece previsto dalla contrattazione nazionale di categoria (pari a 6 mensilità).
Ad avviso della Corte, in particolare, in tale ambito la contrattazione decentrata non poteva modificare la disciplina del CCNL in relazione ai trattamenti economici e normativi spettanti al lavoratore, essendo esclusa l’applicabilità dell’art. 8 del D.L. n. 138/2011 in materia di contrattazione di prossimità.
Per la cassazione della sentenza propone così ricorso il datore di lavoro, lamentandone l’erroneità in relazione all’interpretazione dell’accordo collettivo di mobilità ed alla sua mancata configurazione come “specifica intesa” collettiva di prossimità.
Per la Suprema Corte il ricorso merita accoglimento.
La scelta dei lavoratori da collocare in mobilità, rimessa ai criteri previsti dagli accordi collettivi stipulati con i sindacati, non prevede alcun potere sindacale di deroga a norme imperative di legge, bensì sostituisce alla determinazione unilaterale dei criteri di scelta, originariamente spettante all’imprenditore nell’esercizio del suo potere organizzativo, una determinazione concordata con i sindacati maggiormente rappresentativi, in tal modo procedimentalizzando il potere datoriale (Corte costituzionale, sentenza n. 268/1994). Ciò, al fine di favorire una gestione concordata della messa in mobilità dei lavoratori e consentire un adattamento dei criteri di individuazione del personale in esubero alle condizioni concrete dei processi di ristrutturazione aziendale. Tali accordi hanno effetti diretti esclusivamente nei confronti dell’imprenditore stipulante, in quanto limite all’esercizio dei suoi poteri, mentre incidono sul singolo prestatore di lavoro solo indirettamente, attraverso l’atto di esercizio del potere datoriale (nella specie, di recesso) in quanto vincolato dalla legge al rispetto dei criteri di scelta concordati in sede sindacale.
Orbene, la Corte di merito, pur condividendo tale assunto, ha ritenuto che non potesse attribuirsi efficacia a pattuizioni, pure contenute in accordi conclusi all’esito della procedura di licenziamento collettivo, ma dotate di diverso contenuto, in particolare escludendo quel contenuto immediatamente regolativo dei rapporti di lavoro tipico del contratto collettivo “normativo” con efficacia erga omnes. Di qui, l’inapplicabilità al dipendente interessato della previsione sulla riduzione dell’indennità sostitutiva del preavviso.
Tuttavia, tali conclusioni non sono condivisibili.
Certamente, è irrilevante la collocazione formale di una determinata previsione in un accordo riconducibile alla legge n. 223/1991, nel senso che da ciò non può automaticamente discenderne la sua efficacia “erga omnes”. Piuttosto, l’applicabilità a tutti i lavoratori dell’azienda, ancorché non iscritti alle organizzazioni sindacali stipulanti, discende dal collegamento funzionale fra la previsione concordata di una riduzione della indennità spettante a titolo di mancato preavviso (dalle 6 previste dal CCNL alle 3 mensilità oggetto di accordo) con la definizione, anch’essa concordata e non unilaterale, dell’esercizio del potere di recesso.
La deroga al principio generale che prevede la corresponsione dell’indennità di preavviso è stata introdotta proprio per far fronte a una ben nota situazione di crisi aziendale ed occupazionale e l’accordo derogatorio, trasfuso nell’accordo raggiunto nell’ambito della procedura di mobilità, non si pone in contrasto con principi dettati nella Carta Costituzionale, né viola vincoli derivanti da normative comunitarie o da convenzioni internazionali sul lavoro (negli stessi termini, Corte di Cassazione, sentenza  n. 19660/2019).
Del resto, l’esercizio della facoltà di recedere con effetto immediato determina l’insorgere dell’unico obbligo della parte recedente di corrispondere l’indennità sostitutiva del preavviso, obbligazione pecuniaria che ben può costituire oggetto di accordo e di rinuncia (ex multis, Corte di Cassazione, sentenza 18 giugno 2015, n. 12636) ed è pertanto suscettibile di essere oggetto di definizione concordata tra le parti sociali, chiamate, nel contesto di una crisi aziendale, a mediare per assicurare la prosecuzione dell’attività di impresa e la conservazione dei livelli di occupazione.
La procedura in questione, allora, sulla base del richiamato accordo, appare perfettamente riconducibile nell’ambito della previsione ex art. 8, co. 2 bis, del D.L. n. 138/2011, per cui le parti collettive, fermo restando il rispetto della Costituzione e dei vincoli derivanti dalle normative comunitarie e dalle convenzioni internazionali sul lavoro, con specifiche intese finalizzate, tra l’altro, “alla gestione delle crisi aziendali e occupazionali”, possono operare anche in deroga alle disposizioni di legge in materia ed alle relative regolamentazioni contenute nei contratti collettivi nazionali di lavoro, anche in ordine alle “conseguenze del recesso dal rapporto di lavoro, fatta eccezione per il licenziamento discriminatorio”.


Fondo nuove competenze: esaurimento delle risorse

Con comunicato 27 aprile, l’Anpal aveva comunicato l’imminente esaurimento, in seguito al monitoraggio effettuato, delle risorse del Fondo nuove competenze per i primi giorni del mese di maggio e lo stanziamento di ulteriori finanziamenti con le risorse del Programma React Eu. Facendo seguito al precedente comunicato, effettuata l’istruttoria e la conseguente valutazione dei progetti, l’Istituto ha comunicato – in data 16 giugno 2021 – che le risorse risultano totalmente impegnate alla data del 13 maggio con l’istanza pervenuta alle ore 18:29.

Le istanze pervenute successivamente saranno comunque esaminate in ordine cronologico per accedere ad un eventuale finanziamento solo a fronte di eventuali risparmi derivanti da rinunce o da rendicontazioni di importo inferiori rispetto a quanto riconosciuto in fase di ammissione.
Ad ogni modo, come già annunciato, si prevede il rifinanziamento del Fondo a valere sulle risorse del Programma React-Eu. Le attività propedeutiche all’acquisizione delle risorse, pari ad un miliardo di euro, sono in via di finalizzazione.


Recentemente l’ANPAL – con comunicato 01 giugno 2021 – ha reso, altresì, nota la disponibilità online di una nuova sezione di faq relativa alla documentazione che le aziende devono inviare per richiedere il saldo del Fondo nuove competenze. Attraverso le Faq, l’Istituto ha chiarito quali sono i documenti che l’istante del contributo deve presentare ai fini della richiesta e liquidazione del saldo. L’art. 6.2 dell’Avviso Fondo Nuove Competenze prevede, infatti, gli obblighi relativi ai termini temporali per la richiesta di saldo, attraverso la compilazione del “Modello richiesta di saldo”, e alla seguente documentazione obbligatoria da allegare:
– Documenti di trasparenza, Documenti di validazione e Certificati delle competenze rilasciati secondo le modalità definite dagli Enti Titolari ai sensi e per gli effetti del decreto n. 13/2013. Laddove, per la natura del percorso o dell’ente che lo ha erogato, non sia possibile rilasciare una certificazione, dovranno essere allegati gli attestati, ossia attestati di messa in trasparenza delle competenze compilati in coerenza con l’impianto logico, metodologico come definito dal decreto 13/2013 e delle Linee guida del 5 Gennaio 2021.
L’attestato di messa in trasparenza delle competenze deve contenere un set minimo di informazioni, come specificato nell’Allegato 6 della nota integrativa all’Avviso Fondo Nuove Competenze approvata con Decreto Direttoriale ANPAL n. 95/2021. Tali informazioni minime possono essere oggetto di integrazione o a esse può essere allegato un eventuale ulteriore attestato rilasciato dal soggetto formativo/impresa se previsto;
– elenco dei lavoratori coinvolti redatto sullo schema previsto all’allegato 4bis dell’Avviso;
– informazioni sui lavoratori come da schema previsto all’allegato 5bis dell’Avviso.
Inoltre, al fine di garantire la disponibilità e l’accesso alla documentazione inerente alle attività di sviluppo delle competenze finanziate dal FNC, in occasione dei controlli operati dai preposti organi dello Stato, dell’Autorità di Gestione del PON SPAO, nonché dell’Unione Europea, l’istante è tenuto a conservare tutti i documenti di natura amministrativa sotto forma di originali o di copie conformi per almeno 10 anni dalla data di approvazione dell’istanza. I documenti amministrativi da conservare devono consentire di verificare il numero delle ore rendicontate in rimodulazione di orario di lavoro dedicate alla frequenza dei percorsi di sviluppo delle competenze da parte dei lavoratori, che siano erogati in presenza o in modalità a distanza; verificare i parametri riferiti ai costi del lavoro comunicati; consultare la lista di lavoratori eventualmente interessati da strumenti di sostegno al reddito; documentare la realizzazione del progetto formativo da parte dell’eventuale soggetto esterno/Ente erogatore dei percorsi.
Relativamente alla formazione erogata in modalità FAD sincrona e in presenza, affinché tale corso sia ritenuto valido ai fini della rendicontazione, è necessario che il lavoratore abbia ottenuto in esito al percorso di sviluppo delle competenze il documento di attestazione/certificazione delle stesse acquisite come previsto dall’Avviso.

Elemento di garanzia retributiva per i dipendenti dell’industria della ceramica

Spetta, nella busta paga di giugno agli addetti all’industria delle ceramica e dei materiali refrattari, l’elemento di garanzia retributiva

Ai lavoratori a tempo indeterminato in forza al 1° gennaio di ogni anno nelle aziende che non abbiano mai fatto contrattazione aziendale o alternativamente territoriale e che nei precedenti quattro anni non abbiamo ricevuto nessun altro trattamento economico individuale o collettivo in aggiunta a quanto spettante a norma di CCNL, è riconosciuta con le competenze del mese di giugno un importo di € 100,00 lordi ovvero una cifra inferiore fino a concorrenza In caso di presenza di un trattamento aggiuntivo a quello fissato dal CCNL.


Test sierologici di screening per gli agricoli veronesi

L’ente Bilaterale per l’agricoltura veronese (Agribi), in vista delle campagne di raccolta estive, effettua test sierologici di screening sui lavoratori.

L’ente bilaterale dell’agricoltura di Verona, di cui fanno parte Confagricoltura, Coldiretti, Cia Agricoltori Italiani, Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil, darà un contributo che andrà a coprire parzialmente i costi sostenuti per i test Covid, obbligatori per tutti gli operai che arrivano da Paesi stranieri.
Nonostante il budget dell’ente bilaterale ridotto a causa dell’emergenza, si è voluto istituire questa misura per dare un sostegno alle aziende agricole che devono sostenere i costi per i test Covid. Sia per il test rapido, sia per il test molecolare è stato considerato un contributo di 15 euro per ogni tampone. È sufficiente che le aziende agricole in regola con i contributi e con le normative in materia di sicurezza scarichino il modulo dal sito di Agribi Verona (https://agribi.verona.it/moduli-per-le-aziende) e lo inviino anche per mail. L’iniziativa rientra tra quelle adottate dallo scorso anno per l’emergenza Covid, tra cui quella effettuata in collaborazione con lo Spisal, per l’organizzazione e l’esecuzione dei test sierologici rapidi, tramite pungidito, a tutti i lavoratori agricoli che provenivano dall’estero.

Somministrazione vaccini nelle farmacie: classificazione attività e termini denuncia variazione

L’attività di somministrazione di vaccini anti SARS-CoV-2 nelle farmacie aperte al pubblico da parte dei farmacisti è stata consentita in via sperimentale per l’anno 2021 dalla legge di Bilancio. In data 29 marzo u.s. è stato siglato l’Accordo quadro tra il Governo, le Regioni e le Province autonome, la Federfarma e Assofarm, che definisce le modalità per il coinvolgimento, su base volontaria, dei farmacisti nella campagna di vaccinazione nazionale. Da ultimo, l’art. 3 del DL n. 44/2021 ha previsto l’esclusione della punibilità per i fatti di cui agli articoli 589 c.p. (omicidio colposo) e 590 c.p. (lesioni personali colpose), verificatisi a causa della somministrazione del vaccino, quando l’uso del vaccino è conforme alle indicazioni contenute nel provvedimento di autorizzazione all’immissione in commercio emesso dalle competenti autorità e alle circolari relative alle attività di vaccinazione. Con nota n. 7667, l’Inail fornisce indicazioni sulla classificazione delle attività ed i termini per la presentazione della denuncia di variazione.

Classificazione
Nella gestione Terziario, le farmacie sono espressamente previste alla voce 2110 relativa anche alle lavorazioni dei prodotti chimici, farmaceutici, erboristici e cosmetici. Tale voce ricomprende i servizi di preparazione di farmaci galenici, l’attività di vendita dei prodotti farmaceutici e di altre merci (ad esempio cosmetici, dispositivi medici non professionali, calzature anatomiche), le prestazioni di autoanalisi.
Le prestazioni di autoanalisi presso le farmacie sono consentite dall’articolo 1, co. 2, lett. e), del D.Lgs. n. 153/2009 che le definisce come prestazioni analitiche di prima istanza rientranti nell’ambito dell’autocontrollo, gestibili in via ordinaria direttamente dai pazienti senza necessità di supporto da parte di un operatore sanitario e per questo rientranti nell’ambito di quanto previsto alla voce 2110.
Diversamente, l’erogazione di prestazioni sanitarie, tra le quali rientra la somministrazione dei vaccini anti SARS-CoV-2 o l’effettuazione di tamponi antigenici e molecolari, si realizza tramite un ciclo lavorativo caratterizzato da un rischio non assimilabile a quello connesso alle attività di cui sopra e ricade, in quanto esplicitamente previsto, alla voce 0311. Pertanto tale attività, laddove erogata da personale dipendente delle farmacie, deve essere oggetto di classificazione separata alla voce 0311 della gestione terziario ad essa espressamente dedicata.
L’Inail ricorda infine che, per la gestione Altre attività, la vendita dei prodotti farmaceutici e di altre merci (ad esempio cosmetici, dispositivi medici non professionali, calzature anatomiche) e le prestazioni di autoanalisi effettuate presso le farmacie sono ricondotte al gruppo 0100, mentre le preparazioni galeniche svolte in farmacia sono da riferire al gruppo 2100. Anche in questo caso le eventuali prestazioni sanitarie sono da ricondurre al sottogruppo 0310.


Termini per la presentazione della denuncia di variazione
Per assicurare il personale dipendente delle farmacie che svolge attività di somministrazione di vaccini o l’effettuazione di tamponi antigenici e molecolari, i soggetti assicuranti, qualora non avessero già provveduto, devono presentare la denuncia di variazione (di estensione del rischio) ai sensi dell’articolo 12, co. 3, primo periodo, del DPR n. 1124/1965, con l’apposito servizio online entro il 15 luglio 2021, comunicando le retribuzioni presunte del personale interessato per il periodo dall’inizio dell’attività al 31 dicembre 2021.
La sede Inail competente provvederà a verificare la correttezza dell’inquadramento (sulla base della classificazione attribuita dall’Inps), a classificare l’attività come da indicazioni di cui alla presente e ad emettere il provvedimento di variazione e conteggio del premio con la richiesta dell’integrazione del premio di rata anticipata per l’anno in corso.