EDILIZIA Industria-Cooperative-Artigianato: Comunicato CNCE del 15/2/2019

La Commissione Nazionale per le Casse Edili – CNCE, con comunicato del 15/2/2019, fornisce indicazioni e chiarimenti sulle modalità di calcolo dei contributi previsti dai recenti accordi contrattuali

La CNCE, con riferimento agli accordi sottoscritti dalle parti sociali – CCNL 18/7/2018 e successivo accordo 20/12/2018 industria e cooperazione, CCNL 31/1/2019 e successivo accordo 6/2/2019 artigianato – relativamente alle principali indicazioni contributive da far pervenire alle Casse Edili/Edilcasse, fornisce ulteriori chiarimenti tecnici:


1. Paga oraria imponibile Fondo Sanitario per Operai, con calcolo su un minimo di 120 ore lavorate sull’intero territorio nazionale
L’impresa inserisce nel MUT la paga oraria “imponibile fondo sanitario” per operai ottenuta dalla somma dei seguenti elementi della retribuzione:
– minimo
– contingenza
– EDR
– ITS.
Il sistema MUT moltiplicherà tale valore per il numero delle ore effettivamente lavorate applicando poi il coefficiente di contribuzione (0,35% fino all’avvio fattuale del fondo sanitario Sanedil, 0,60% successivamente, come da accordo 20/12/2018 industria e cooperazione).
Qualora le ore lavorate siano inferiori a 120, comunque il calcolo del contributo sarà applicato ad un minimo di 120 ore.
Nel caso in cui per lo stesso lavoratore con ore lavorate inferiori a 120 (quindi soggetto al pagamento del minimo previsto) sia necessario l’invio di denunce su più casse edili/edilcasse, si adotta il seguente comportamento:
– su ognuna delle casse competenti vanno denunciate le ore lavorate di competenza della stessa cassa, sulla base dell’attuale vigente normativa;
– in una delle casse competenti va denunciata l’integrazione ovvero la differenza tra 120 e le ore effettivamente lavorate (la scelta della cassa dove denunciare e versare l’integrazione sarà a discrezione dell’impresa o del suo consulente);
– nelle casse in cui non è denunciata l’integrazione va indicata la cassa presso la quale è stata denunciata l’integrazione stessa.
Nel caso in cui per lo stesso lavoratore con ore lavorate superiori a 120 siano necessarie denunce su più casse edili/edilcasse, si adotta il seguente comportamento:
– su ognuna delle casse competenti vanno sia denunciate, sulla base dell’attuale vigente normativa, le ore lavorate di competenza della stessa cassa ricevente la denuncia, sia indicate le ore lavorate denunciate globalmente sulle altre casse competenti, diverse da quella oggetto di denuncia.
Il MUT metterà a disposizione i singoli campi per inserire tutte le informazioni richieste.


2. Importo Fondo Sanitario Impiegati
E’ l’importo ottenuto sommando i seguenti elementi della retribuzione mensile:
– minimo
– contingenza
– EDR
– premio di produzione
moltiplicando l’importo ottenuto per l’attuale aliquota contributiva dello 0,26%.


Il MUT metterà a disposizione un apposito campo per inserire l’importo dovuto.


3. Imponibile Fondo Incentivo Occupazione
E’ ottenuto moltiplicando la paga oraria contenente i seguenti elementi della retribuzione
– minimo
– contingenza
– EDR


– ITS
per le ore effettivamente lavorate.
Il MUT potrà calcolare autonomamente l’importo dovuto utilizzando la paga oraria imponibile fondo sanitario per operai inserita in denuncia applicando poi l’aliquota dello 0,10%.

Modifiche al CCNL Terziario,Commercio e Servizi – Sistema Impresa – Fesica Confsal



Firmato un accordo di modifica contrattuale del CCNL per i dipendenti del terziario: commercio, distribuzione e servizi sottoscritto da Sistema Impresa – Fesica Confsal


Le Parti concordano di adeguare le tabelle retributive di cui all’articolo 192, sostituendole così come segue:


Dall’1/1/2019


 










































































Livelli

Paga


base

Indennità


di funzione

Elemento

Distinto


Della


retribuzione

Terzo elemento

in assenza di


elemento


provinciale

Totale (Euro)

Q 2.437,01 260,77   2,07 2.699,85
1 2.246,01     2,07 2.248,08
2 2.010,37     2,07 2.012,44
3 1.791,04     2,07 1.793,11
4 1.616,68     2,07 1.618,75
5 1.508,94     2,07 1.511,01
6 1.405,89     2,07 1.407,96
7 1.281,32   5,16 (*) 2,07 1.283,39
Op.vend.l°cat 1.561,28       1.561,28
Op.vend.2°cat 1.390,3       1.390,3


(*) l’elemento distinto della retribuzione è ricompreso nella paga base del livello 7.


Apprendistato dall’1/1/2019

































Livelli

Totale

2 (1° -18° m) 1.616,68
2 (19° -36°) 1.791,04
3(1°-18°) 1.508,94
3 (19° – 36°) 1.616,68
4(1°-18°) 1.405,89
4 (19° – 36°) 1.508,94
5 (1° -18°) 1.281,32
5 (19° – 36°) 1.405,89
6 (1° -12°) 1.281,32
6 (19° – 24°) 1.405,89


 


L’importo del terzo elemento, pari ad € 2,07 o, in alternativa, il terzo elemento previsto a livello provinciale spetta nella stessa misura anche ai lavoratori apprendisti.


Addetti ai cali center


Addetti ai call center


I valori della paga base nazionale conglobata a decorrere dal 1/1/2019 sono i seguenti:











































Livelli

Paga base

Terzo elemento

Totale(Euro)

Q 2.697,77 2,07 2.699,84
1 2.246,00 2,07 2.248,07
2 2.010,38 2,07 2.012,45
3 1.791,04 2,07 1.793,11
4 1.616,32 2,07 1.618,75
5 1.508,92 2,07 1.510,99
6 1.405,87 2,07 1.407,94
7 1.281,32 2,07 1.283,39


– Nota a verbale –


il terzo elemento previsto per il 7° livello della provincia di Verona deve intendersi di importo pari ad € 7,74.

Licenziamento per indebito utilizzo dei permessi 104


È legittimo il controllo operato dalle agenzie investigative finalizzato all’accertamento dell’utilizzo improprio dei permessi 104, al fine di consentire al datore di prendere conoscenza di comportamenti del lavoratore, che, sebbene estranei allo svolgimento dell’attività lavorativa, sono rilevanti sotto il profilo del corretto adempimento delle obbligazioni derivanti dal rapporto di lavoro.


Nella specie, l’indebita utilizzazione dei permessi 104 era emersa a seguito di quanto appreso dalla società datrice per il tramite di un’agenzia di investigazione privata, la quale aveva riferito che il lavoratore invece di prestare assistenza al proprio familiare per il quale usufruiva dei suddetti permessi, aveva svolto attività varie di tipo personale durante l’ordinario orario di lavoro.
Secondo il giudice, di trattava di comportamenti così gravi da giustificare la massima sanzione espulsiva. Riteneva, poi, legittimo il controllo finalizzato all’accertamento dell’utilizzo improprio dei permessi in parola dal momento che lo stesso non riguardava l’adempimento della prestazione, essendo effettuato al di fuori dell’orario di lavoro ed in fase di sospensione dell’obbligazione principale di rendere tale prestazione; pertanto, riteneva utilizzabili gli esiti di tale investigazione e così anche delle dichiarazioni testimoniali rese dagli investigatori che avevano effettuato i controlli rilevando la tardività delle deduzioni del dipendente in ordine alla mancanza della licenza prefettizia in favore dell’agenzia investigativa incaricata degli accertamenti.
Lo stesso giudice riteneva, dunque, integrato un abuso del diritto di cui alla legge 104, in violazione dell’affidamento riposto nel dipendente ed integrante una condotta così grave da giustificare l’adottato provvedimento pur in assenza di precedenti disciplinari.
In merito ai controlli demandati dal datore di lavoro ad agenzie investigative, riguardanti l’attività lavorativa del prestatore svolta anche al di fuori dei locali aziendali, la Corte di Cassazione si è più volte pronunciata affermando che, non sono preclusi ai sensi dello Statuto dei lavoratori, laddove non riguardino l’adempimento della prestazione lavorativa, ma siano finalizzati a verificare comportamenti che possano configurare ipotesi penalmente rilevanti od integrare attività fraudolente, fonti di danno per il datore medesimo. Tali agenzie per operare lecitamente non devono sconfinare nella vigilanza dell’attività lavorativa vera e propria, riservata direttamente al datore di lavoro e ai suoi collaboratori, restando giustificato l’intervento in questione non solo per l’avvenuta perpetrazione di illeciti e l’esigenza di verificarne il contenuto, ma anche in ragione del solo sospetto o della mera ipotesi che illeciti siano in corso di esecuzione.

Procedura per la sospensione del certificato di iscrizione nel registro dei pescatori


Il Ministero del lavoro definisce modalità, termini e procedure per l’applicazione del sistema della sospensione del certificato di iscrizione nel registro dei pescatori, ai sensi dell’art. 12, commi 4 e 5, del decreto legislativo 9 gennaio 2012, n. 4.


Al fine di tutelare le risorse biologiche il cui ambiente abituale o naturale di vita sono le acque marine, nonché di prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata, è fatto divieto di:
– effettuare la pesca con unità iscritte nei registri di cui all’articolo 146 del codice della navigazione, senza essere in possesso di una licenza di pesca in corso di validità o di un’autorizzazione in corso di validità;
– pescare in zone e tempi vietati dalle normative europea e nazionale vigenti;
– detenere, trasportare e commerciare prodotto pescato in zone e tempi vietati dalle normative europea e nazionale vigenti;
– pescare direttamente stock ittici per i quali la pesca è sospesa ai fini del ripopolamento per la ricostituzione degli stessi;
– pescare direttamente uno stock ittico per il quale è previsto un contingente di cattura, senza disporre di tale contingente ovvero dopo che il medesimo è andato esaurito;
– pescare con attrezzi o strumenti vietati dalle normative europea e nazionale o non espressamente permessi, o collocare apparecchi fissi o mobili ai fini di pesca senza la necessaria autorizzazione o in difformità da questa;
– occultare, manomettere o eliminaew elementi di prova relativi a un’indagine posta in essere dagli ispettori della pesca, dagli organi deputati alla vigilanza ed al controllo e dagli osservatori, nell’esercizio delle loro funzioni, nel rispetto delle normative europea e nazionale vigenti;
– intralciare l’attività posta in essere dagli ispettori della pesca, dagli organi deputati alla vigilanza ed al controllo e dagli osservatori, nell’esercizio delle loro funzioni, nel rispetto delle normative europea e nazionale vigenti.
Qualora le elencate violazioni siano commesse mediante l’impiego di una imbarcazione non espressamente autorizzata all’esercizio della pesca marittima professionale, gli organi di controllo di cui all’art. 22 del decreto legislativo n. 4/2012 redigono verbali di accertamento e contestazione – applicando la prescritta sanzione principale, nonché la sanzione accessoria della sospensione del certificato di iscrizione nel registro dei pescatori – e trasmettono copia dei relativi atti al Capo del Compartimento marittimo competente in base al luogo della commessa violazione. In tal caso, il Capo del Compartimento competente emette provvedimento di sospensione del certificato di iscrizione nel registro dei pescatori.
Il trasgressore è ammesso al pagamento della sanzione principale pecuniaria in misura ridotta, entro il termine di sessanta giorni dalla contestazione immediata o, se questa non vi è stata, dalla notificazione degli estremi della violazione.
L’interessato, entro il termine di trenta giorni dalla contestazione immediata o, se questa non vi è stata, dalla notificazione degli estremi della violazione, può far pervenire al suddetto Capo del Compartimento scritti difensivi e documenti, nonché chiedere di essere sentito dal medesimo.
Il Capo del Compartimento competente, sentito l’interessato, ove questi ne abbia fatto richiesta, ed esaminati gli eventuali documenti e scritti difensivi inviati ovvero comunque decorsi i termini, ritenuto fondato l’accertamento, emette ordinanza ingiunzione motivata disponendo la sanzione principale e quella accessoria della sospensione del certificato di iscrizione nel registro dei pescatori. Il Capo del Compartimento competente emette altrimenti provvedimento motivato di archiviazione degli atti.
Il provvedimento di sospensione ovvero l’ordinanza ingiunzione con cui è stata disposta la sospensione possono essere impugnati ai sensi degli articoli 22 e ss. della legge 24 novembre 1981, n. 689. Qualora, a seguito di impugnazione, siano annullati il provvedimento di sospensione ovvero l’ordinanza ingiunzione con cui è stata disposta la sospensione del certificato di iscrizione nel registro dei pescatori, il marittimo interessato presenta al Capo del Compartimento marittimo dell’ufficio di iscrizione copia del provvedimento giudiziale che dispone l’annullamento.
Il Centro controllo nazionale pesca del Comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto provvede ad aggiornare i dati contenuti nel registro nazionale delle infrazioni con l’indicazione dei provvedimenti di sospensione emanati

Nuova modalità di adesione al Fondo Eurofer


Il Fondo pensione nazionale per i lavoratori delle Ferrovie dello Stato (Eurofer), ha previsto una nuova modalità di compilazione e invio on line delle domande di adesione per i soggetti fiscalmente a carico.

Con circolare n. 1/2019 il Fondo Eurofer informa che dal 18 febbraio 2019 entra in vigore la nuova modalità di compilazione e presentazione delle domande di adesione per i soggetti fiscalmente a carico.
I moduli per le suddette domande potranno essere direttamente compilati dal sito web del fondo Eurofer (www..fondo eurofer. it), dopodiché dovranno essere stampati, firmati e inviati al fondo tramite raccomandata A/R, allegando i documenti prescritti in originale.
Tale procedura solleverà gli aderenti dall’onere di presentare alle aziende di appartenenza le domande di adesione dei propri fiscalmente a carico e pertanto le aziende si limiteranno ad informare i lavoratori interessati circa le nuove modalità di presentazione delle domande mediante accesso al portale web del Fondo.
La procedura termina con un la creazione di un pdf che dovrà essere stampato, sottoscritto e inviato tramite raccomandata a/r, unitamente ai prescritti documenti in originale, presso la sede del Fondo EUROFER, Via Bari 20, 00161 Roma oppure consegnato a mano presso gli uffici del fondo. Non si accettano moduli inviati per fax, mail né con altre modalità di invio.


Accordo sull’apprendistato del Turismo/pubblici esercizi – Sistema impresa e Fesica Confsal



Firmato un accordo modificativo della disciplina dell’apprendistato del CCNL per i dipendenti del settore turismo e pubblici esercizi


Le Parti, ritengono adeguare la tabella del CCNL relativa alla durata dell’apprendistato nel seguente modo















Livello da conseguire

Durata apprendistato

non ammesso
dal 2° al 5° e 6° super 36 mesi
24 mesi
non ammesso


Le Parti concordano di correggere un refuso nella tabella retributiva dell’apprendistato rettificando l’importo relativo ai profili artigiani 37/48 mesi di cui al livello 4 da € 1.475,65 a € 1.465,75.

Disciplina del Premio di risultato per il Settore Legno Industria di Pordenone



Sottoscritto il 23/1/2019, tra la SEZIONE LEGNO/UNIONE INDUSTRIALI della provincia di Pordenone e FENEAL-UIL, FILCA-CISL-FVG, FILLEA-CGIL territoriali, l’accordo sull’istituzione di schemi territoriali per la disciplina del premio di risultato per i lavoratori delle industrie del legno-arredo di Pordenone


Il nuovo accordo territoriale, che decorre dall’1/1/2019 e scadrà il 31/12/2021, si pone l’obiettivo di un rilancio strutturale del settore legno-arredo, favorendo misure atte ad incrementare l’occupazione, ad incentivare la professionalità/formazione e rendere attuabile la contrattazione di secondo livello territoriale nella sua completezza.


CAPO PRIMO – Premi di risultato nelle aziende coinvolte da piani di sviluppo
Erogazione economica
1) Al raggiungimento dell’obiettivo minimo previsto dall’applicazione dei parametri viene collegata una prima quota di erogazione economica pari all’importo annuo determinato nella tabella sotto riportata a favore dei lavoratori.







































Categoria

Valore annuale

AD3 1.957,93
AD2 1.911,26
AD1 1.873,69
AC5 1.777,62
AC4 1.732,64
AC3/AC2/AS4 1.579,76
AS3 1.527,89
AC1/AS2 1.450,15
AE4/AS1 1.416,61
AE3 1.385,15
AE2 1.302,99
AE1 1.211,99


2) L’erogazione viene effettuata, previa analisi con le R.S.U. e/o OO.SS. con la retribuzione del mese di dicembre dell’anno di riferimento a tutti i lavoratori subordinati e in somministrazione in forza all’azienda al 31 dicembre dell’anno di riferimento; è prevista l’erogazione di anticipi mensili ai predetti soggetti in virtù di una valutazione sul positivo andamento progressivo del dato, nell’entità stabilita dal confronto sindacale e in coerenza con le note congiunte tra le parti firmatarie il presente accordo.
3) Al raggiungimento dell’obiettivo massimo previsto dall’applicazione dei parametri viene collegata una seconda quota di erogazione economica, aggiuntiva agli interventi precisati dal punto 1) pari a euro 650,00 lordi per il 2019, euro 700,00 lordi per il 2020 e euro 750,00 lordi per il 2021, che verrà saldata con la retribuzione del mese di giugno dell’anno successivo a quello di riferimento; avranno diritto all’erogazione tutti i lavoratori subordinati e in somministrazione in forza all’azienda al 30 giugno dell’anno successivo a quello di riferimento in proporzione ai mesi di servizio prestato nell’anno di riferimento rimanendo sin d’ora inteso che le frazioni di mese superiori a 15 giorni verranno considerate come mese intero e al minor orario di lavoro svolto rispetto all’orario normale contrattuale per i part-time; si precisa che non costituiscono “servizio prestato” le seguenti causali di assenza; astensione facoltativa per maternità (paternità) ed aspettative non retribuite per qualsiasi causa.
Onnicomprensività del premio
Per la natura dei premi tutti gli importi economici previsti dal presente accordo, in virtù di quanto disposto dalla Legge 29/5/1982 n. 297 non concorrono a determinare base imponibile ai fini del calcolo del T.F.R., inoltre sono onnicomprensivi delle incidenze degli stessi – già tenute in considerazione in sede di quantificazione – su tutti gli istituti contrattuali e di legge (lavoro supplementare, straordinario, notturno, festivo, a turni, assenze retribuite a qualsiasi titolo, ferie, riduzione orario, festività, indennità di preavviso, 13ma mensilità ecc.) ai sensi dell’art. 3 della Legge 29/7/1996 n. 402.


CAPO SECONDO – Premi di risultato nelle aziende non coinvolte in piani di sviluppo
Erogazione economica
1) Al raggiungimento dell’obiettivo massimo previsto dall’applicazione dei parametri viene collegata un erogazione economica, pari all’importo a euro 650,00 lordi per il 2019, euro 700,00 lordi per il 2020 e euro 750,00 lordi per il 2021, che verrà saldato con la retribuzione del mese di giugno dell’anno successivo a quello di riferimento; avranno diritto al premio tutti i lavoratori subordinati e in somministrazione in forza al 30 giugno dell’anno successivo a quello di riferimento in proporzione ai mesi di servizio prestato nell’anno di riferimento, rimanendo sin d’ora inteso che le frazioni di mese superiori a 15 giorni verranno considerate come mese intero e al minor orario di lavoro svolto rispetto all’orario normale contrattuale per i part-time; si precisa che non costituiscono “servizio prestato” le seguenti causali di assenza; astensione facoltativa per maternità (paternità) ed aspettative non retribuite per qualsiasi causa.
Onnicomprensrvità del premio
Per la natura dei premi tutti gli importi economici previsti dal presente accordo, in virtù di quanto disposto dalla Legge 29/5/1982 n. 297 non concorrono a determinare base imponibile ai lini del calcolo del T.F.R., inoltre sono omnicomprensivi delle incidenze degli stessi – già tenute in considerazione in sede di quantificazione – su tutti gli istituti contrattuali e di legge (lavoro supplementare, straordinario, notturno, festivo, a turni, assenze retribuite a qualsiasi titolo, ferie, riduzione orario, festività, indennità di preavviso, 13ma mensilità ecc.) ai sensi dell’art. 3 della Legge 29/7/1996 n. 402.

Assunzione di persone detenute o internate: benefici contributivi (1/2)


A seguito delle modifiche introdotte in materia dal decreto 24 luglio 2014, n. 148, l’Inps fornisce le istruzioni operative per l’accesso ai benefici contributivi previsti a favore delle cooperative sociali che impieghino persone detenute o internate negli istituti penitenziari, ex degenti di ospedali psichiatrici giudiziari e persone condannate e internate ammesse al lavoro esterno, nonché delle aziende pubbliche o private che organizzino attività produttive o di servizi, all’interno degli istituti penitenziari, impiegando persone detenute o internate.


Con il decreto 24 luglio 2014, n. 148 è stato modificato il beneficio contributivo già introdotto dalle leggi 8 novembre 1991, n. 381, e 22 giugno 2000, n. 193, destinato alle cooperative sociali che impieghino persone detenute o internate negli istituti penitenziari, ex degenti di ospedali psichiatrici giudiziari e persone condannate e internate ammesse al lavoro esterno, nonché alle aziende pubbliche o private che organizzino attività produttive o di servizi, all’interno degli istituti penitenziari, impiegando persone detenute o internate.
Beneficiari
Il decreto n. 148/2014 non innova in merito ai destinatari del beneficio, che continua a essere rivolto, come già precisato, ai datori di lavoro di seguito elencati:
– cooperative sociali di cui alla legge n. 381/1991, che assumono persone detenute e internate negli istituti penitenziari o persone condannate e internate ammesse al lavoro esterno, nonché ex degenti di ospedali psichiatrici giudiziari;
– aziende pubbliche e private che, organizzando attività di produzione o di servizio all’interno degli istituti penitenziari, impiegano persone detenute e internate.
Si ribadisce, pertanto, che solo le cooperative sociali possono fruire del beneficio per i lavoratori occupati per attività svolta al di fuori dell’istituto penitenziario.
I datori di lavoro pubblici e privati e le cooperative sociali interessate continueranno ad accedere al beneficio previa stipula di apposita convenzione con l’amministrazione penitenziaria, centrale e periferica.


Lo sgravio contributivo è ammesso nell’ipotesi di assunzione di:
– detenuti e internati negli istituti penitenziari;
– ex degenti di ospedali psichiatrici, anche giudiziari, oggi REMS;
– condannati e internati ammessi alle misure alternative alla detenzione e al lavoro esterno ai sensi dell’articolo 21 della legge n. 354/1975 e successive modificazioni.
Si precisa, al riguardo, che le cooperative sociali, relativamente all’assunzione degli altri soggetti svantaggiati non espressamente elencati nel comma 3-bis, articolo 4 della legge n. 381/1991, ma comunque ritenuti tali dal comma 1, possono beneficiare dell’azzeramento totale delle aliquote contributive relative alla retribuzione corrisposta agli stessi.
Analogamente, si precisa, considerata la tassativa elencazione prevista nell’articolo 2 della legge n. 193/2000, che per i datori di lavoro privati e le aziende pubbliche, in ipotesi di assunzione di condannati ammessi alle misure alternative alla detenzione – come ad esempio per chi si trova agli arresti domiciliari – non è possibile accedere al beneficio in trattazione.


Rapporti agevolati e durata
Lo sgravio contributivo spetta per le assunzioni con contratto di lavoro subordinato sia a tempo determinato che indeterminato, anche a tempo parziale, ivi compresi i rapporti di apprendistato.
In considerazione della particolare natura del rapporto di lavoro e delle modalità di svolgimento della prestazione, non è possibile riconoscere il beneficio in trattazione per i rapporti di lavoro domestico.
È possibile, invece, usufruire dell’agevolazione con riferimento ai rapporti di lavoro intermittente e alle assunzioni effettuate a scopo di somministrazione.


L’articolo 8, comma 1, del decreto interministeriale n. 148/2014 modifica la misura dell’agevolazione, disponendo che lo sgravio è pari al 95 per cento dell’aliquota contributiva complessivamente dovuta (quota a carico del datore di lavoro e del lavoratore), calcolata sulla retribuzione corrisposta al lavoratore. La nuova percentuale di sgravio decorre dall’anno 2013 e si applica fino all’adozione di un nuovo decreto ministeriale in materia.
Ai fini delle determinazione dello sgravio, l’agevolazione non trova applicazione sul contributo dello 0,30 per cento previsto dall’articolo 25, comma 4, della legge 21 dicembre 1978, n. 845 (integrativo NASpI), destinabile al finanziamento dei fondi interprofessionali per la formazione continua.
Inoltre, il beneficio deve essere determinato al netto delle misure compensative eventualmente spettanti.


Al riguardo, si sottolinea, che il decreto-legge n. 78/2013, convertito con modificazioni dalla legge n. 94/2013, con l’articolo 3-bis, comma 1, ha modificato l’articolo 4, comma 3-bis, della legge n. 381/1991, prolungando la durata di tale ultima previsione e diversificandone i presupposti. Infatti, dal 20 agosto 2013, lo sgravio contributivo spetta anche per i diciotto mesi successivi alla cessazione dello stato detentivo, a condizione che l’assunzione del detenuto e internato sia avvenuta mentre lo stesso era ammesso al regime di semilibertà o al lavoro esterno.
Nel caso di detenuti e internati che non hanno beneficiato della semilibertà o del lavoro esterno, invece, lo sgravio contributivo spetta per un periodo di ventiquattro mesi successivo alla cessazione dello stato detentivo, sempre che l’assunzione sia avvenuta mentre il lavoratore era in regime di restrizione.
Il prolungamento della durata del beneficio trova applicazione solo in riferimento ai rapporti incentivati in cui le cessazioni dello stato detentivo siano intervenute a partire dal 20 agosto 2013. In tali casi la riduzione contributiva spetterà nella misura dell’80 per cento dei contributi totali fino al giorno antecedente l’entrata in vigore del regolamento contenuto nel decreto n. 148/2014; a decorrere dal 6 novembre 2014, invece, data di entrata in vigore del suddetto regolamento, la riduzione contributiva spetterà nella misura del 95 per cento.
Nelle ipotesi di cessazioni dello stato detentivo verificatesi prima del 20 agosto 2013, invece, continuerà a operare la previsione di cui all’articolo 1, comma 2, della legge n. 193/2000 (incentivo per ulteriori sei mesi successivi alla cessazione dello stato detentivo).


Condizioni e coordinamento
Lo sgravio in oggetto è subordinato alla regolarità prevista dall’articolo 1, commi 1175 e 1176, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Per quanto riguarda, invece, i principi generali in materia di incentivi all’occupazione stabiliti, da ultimo, dall’articolo 31 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150, in virtù della specialità della norma, delle finalità che la stessa persegue e delle particolarità legate alle fruizione del beneficio, si ritiene che gli stessi non siano applicabili allo sgravio contributivo in esame, fatta eccezione per quanto stabilito all’articolo 31, comma 3, del medesimo decreto legislativo, in forza del quale “l’inoltro tardivo delle comunicazioni telematiche obbligatorie inerenti l’instaurazione e la modifica di un rapporto di lavoro o di somministrazione producono la perdita di quella parte dell’incentivo relativa al periodo compreso tra la decorrenza del rapporto agevolato e la data della tardiva comunicazione”.
Nell’eventualità in cui sussistano sia i presupposti di applicazione dell’incentivo previsto per l’assunzione di detenuti e internati, sia i presupposti di applicazione di incentivi previsti da altre disposizioni di legge sotto forma di riduzione contributiva in senso stretto, il datore di lavoro non può fruire, per il medesimo lavoratore, di entrambi i benefici, ma, ricorrendone i presupposti di legge, è sua facoltà decidere quale incentivo applicare.
L’agevolazione contributiva per l’assunzione dei lavoratori detenuti e internati è, invece, cumulabile con gli incentivi che assumono natura economica, fra i quali si ricordano: l’incentivo all’assunzione di beneficiari del trattamento NASpI; l’incentivo per l’assunzione dei lavoratori disabili.


(…)


Assunzione di persone detenute o internate: benefici contributivi (2/2)


A seguito delle modifiche introdotte in materia dal decreto 24 luglio 2014, n. 148, l’Inps fornisce le istruzioni operative per l’accesso ai benefici contributivi previsti a favore delle cooperative sociali che impieghino persone detenute o internate negli istituti penitenziari, ex degenti di ospedali psichiatrici giudiziari e persone condannate e internate ammesse al lavoro esterno, nonché delle aziende pubbliche o private che organizzino attività produttive o di servizi, all’interno degli istituti penitenziari, impiegando persone detenute o internate.


(…)
Ai fini dell’ammissione allo sgravio, il procedimento da seguire è il seguente.
Con riferimento al recupero del beneficio per periodi pregressi dal 2013 al 2018, il datore di lavoro, per ogni rapporto di lavoro instaurato, deve inoltrare all’INPS una domanda di ammissione allo sgravio, indicando: il codice della comunicazione obbligatoria; i dati identificativi del lavoratore per il quale viene chiesta l’agevolazione contributiva; gli estremi della convenzione stipulata con l’amministrazione penitenziaria; la tipologia di rapporto di lavoro instaurato; l’eventuale data di cessazione dello stato detentivo, nell’ipotesi di beneficio riferito al periodo successivo alla cessazione della detenzione; la retribuzione corrisposta e l’importo del beneficio spettante, riferiti a ogni singolo anno e suddivisi nella percentuale dell’80 per cento e dell’ulteriore 15 per cento; l’eventuale fruizione dell’incentivo nella misura dell’80 per cento.
La domanda deve essere inoltrata esclusivamente avvalendosi del modulo di istanza on-line “DETI-arr”, all’interno dell’applicazione “DiResCo – Dichiarazioni di Responsabilità del Contribuente (Portale delle Agevolazioni)”, sul sito istutuzionale. Il modulo è accessibile seguendo il percorso “Tutti i servizi” > “Servizi per le aziende e consulenti” (autenticazione con codice fiscale e PIN) > “Dichiarazioni di responsabilità del contribuente”.
Le domande potranno essere trasmesse dal giorno 15 febbraio 2019. Trascorsi trenta giorni da tale data, verrà effettuata un’elaborazione cumulativa delle richieste di riconoscimento dell’agevolazione inviate e le stesse verranno definite secondo le regole di seguito descritte.
I datori di lavoro, per i rapporti di lavoro ricadenti nel periodo 2013-2018, dovranno trasmettere l’istanza di ammissione anche se già autorizzati dalla Struttura territoriale competente e anche se hanno già effettuato il recupero del beneficio nelle denunce mensili o, nel caso di datori di lavoro che operano con il sistema DMAG, hanno fruito del beneficio tramite l’utilizzo dell’apposito codice Tipo Contratto 076.
I datori di lavoro ammessi al beneficio potranno fruirne mediante conguaglio nelle denunce contributive (Uniemens o DMAG, per gli operai agricoli).


Per quanto concerne le richieste di beneficio per l’anno corrente e successivi, a decorrere dall’annualità 2019, secondo le linee guida concordate con il Ministero della Giustizia, i datori di lavoro che vorranno accedere allo sgravio contributivo dovranno presentare ogni anno apposita istanza all’Istituto, anche in relazione a rapporti di lavoro e lavoratori per i quali siano già stati autorizzati con riferimento ad anni precedenti.
A tal fine, i datori di lavoro invieranno una domanda di ammissione avvalendosi del modulo di istanza on-line “DETI”, all’interno dell’applicazione “DiResCo – Dichiarazioni di Responsabilità del Contribuente (Portale delle Agevolazioni)”, sul sito istutuzionale. Il modulo è accessibile seguendo il percorso “Tutti i servizi” > “Servizi per le aziende e consulenti” (autenticazione con codice fiscale e PIN) > “Dichiarazioni di responsabilità del contribuente”.
Nel modulo sarà necessario indicare i seguenti dati: il codice della comunicazione obbligatoria; i dati identificativi del lavoratore per il quale viene chiesta l’agevolazione contributiva; gli estremi della convenzione stipulata con l’amministrazione penitenziaria; la tipologia di rapporto di lavoro instaurato; l’eventuale data di cessazione dello stato detentivo, nell’ipotesi di beneficio riferito al periodo successivo alla cessazione della detenzione; la retribuzione corrisposta o da corrispondere e l’importo del beneficio spettante.
I datori di lavoro verranno autorizzati in base all’ordine di presentazione dell’istanza, fino a disponibilità delle risorse economiche. Le istanze relative all’anno 2019 verranno elaborate dopo quelle relative agli anni 2013-2018, sempre rispettando l’ordine di presentazione della richiesta.


Le posizioni contributive relative ai datori di lavoro aventi titolo allo sgravio continueranno a essere contraddistinte dal codice di autorizzazione “4V”, che, a decorrere dal 1° gennaio 2013, assume il nuovo significato di “Datore di lavoro ammesso all’incentivo di cui alla legge n. 193/2000, come modificato dall’art. 8 del decreto n. 148/2014”.
Il codice di autorizzazione sarà attribuito automaticamente dai sistemi informativi centrali alle posizioni aziendali autorizzate e avrà validità annuale, dal primo gennaio al 31 dicembre di ogni anno.
Per il recupero degli arretrati riferiti al periodo 2013-2018, invece, il codice di autorizzazione verrà attribuito o confermato solo per il periodo autorizzato.

Stranieri assunti illegalmente: costo medio del rimpatrio per l’anno 2018


Con riferimento alla sanzione amministrativa accessoria in caso di lavoratore straniero assunto illegalmente, il costo medio del rimpatrio, per l’anno 2018, è fissato in euro 1398,00.


Come previsto dal TU dell’immigrazione, con la sentenza di condanna, il giudice applica la sanzione amministrativa accessoria del pagamento del costo medio di rimpatrio del lavoratore straniero assunto illegalmente.
In particolare, il costo medio del rimpatrio, con riguardo all’anno in cui è pronunciata la sentenza di condanna, è dato dalla media nel triennio che precede l’anno anteriore a quello cui il costo medio si riferisce dei valori risultanti dal rapporto tra il totale degli oneri sostenuti annualmente per il rimpatrio dei cittadini stranieri e il numero complessivo dei rimpatri eseguiti nel medesimo anno. Il costo medio del rimpatrio è aumentato nella misura del 30% in ragione all’incidenza degli oneri economici connessi ai servizi di accompagnamento e scorta, con arrotondamento dell’unità di euro, per eccesso o per difetto, a seconda che le cifre decimali del calcolo siano superiori o inferiori a 50.
La sanzione amministrativa accessoria è versata in unica soluzione sul capitolo n. 3648 del capo XIV dello stato di previsione dell’entrata del bilancio dello Stato. I proventi derivanti dall’applicazione della sanzione amministrativa accessoria affluiscono all’entrata del bilancio dello Stato, per essere successivamente riassegnati per la realizzazione di interventi di integrazione sociale di immigrati e minori stranieri non accompagnati.
Il costo medio del rimpatrio è determinato in aggiornamento entro il 30 gennaio di ogni anno, sulla base dei suddetti criteri.